Il Tirreno

Livorno

UN DELITTO UMILIARE GALLIANI

E’ andato in scena il confronto tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, con le dichiarazioni di "cambio di rotta" e un probabile allontanamento dell'amministratore delegato a fine stagione. Io non...

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E’ andato in scena il confronto tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, con le dichiarazioni di "cambio di rotta" e un probabile allontanamento dell'amministratore delegato a fine stagione. Io non credo all'improvvisazione di questa signorina. Piuttosto, se Barbara Berlusconi ha agito in questi termini, avrà avuto il benestare da chi comanda davvero. Mica crederete che si sia alzata una mattina e si sia scatenata contro Galliani? A mio avviso dietro la decisione c'è proprio Silvio Berlusconi. Un Berlusconi che sta vivendo il periodo più nero della sua vita, tra vicende politiche e giudiziarie, e che per questo avrà deciso di delegare la gestione della società alla figlia. Ma quelle dichiarazioni, per me, restano farina del suo sacco. Barbara parla di "un progetto da cambiare". Mi chiedo se lei sappia quale sia l'attuale progetto rossonero. Il Milan, in due anni, ha abbattuto il monte ingaggi di 120 milioni di euro. Per questo da squadra da primi posti è diventata una realtà da mezza classifica. Piuttosto che rimanere uniti, però, ora si decide di umiliare Galliani, che per 30 anni ha portato un mare di coppe a Milano. E lo si fa con discorsi messi in bocca a una ragazza che fino a ieri non sapeva niente di calcio. Questa la dice lunga sul caos del Milan e della sua proprietà.

Da sempre sostengo che il mondo del calcio sia lo specchio della società che ci circonda. Così l'epilogo del derby tra Salernitana e Nocerina non mi sorprende più di tanto. Il nostro Paese sembra allo sbando, in prenda alla confusione e guidato da valori che nulla hanno a che fare con una società matura. Se l'Italia è questa, non possiamo pretendere che nelle sue versioni più estreme il calcio non sia in sintonia. L'atteggiamento degli ultras della Nocerina ha ricordato più il comportamento dei tipi malavitosi che non quello di tifosi di calcio. Queste persone hanno agito con il sistema della ritorsione, tipico delle organizzazioni criminali. Alla notizia della trasferta vietata, hanno messo in atto una serie di azioni vergognose e offensive verso chi avrebbe semplicemente voluto giocare una partita di pallone. Un comportamento fuori da ogni legalità. Ma lo ripeto: non solo il calcio, bensì tutto il Paese, deve darsi una regolata. Altrimenti chissà dove andremo a finire.

(a cura di Giorgio Carlini)

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