Il Tirreno

Livorno

Troppo brutto per essere il vero Grifone

di Maurizio Caldarelli
Troppo brutto per essere il vero Grifone

Lenti e prevedibili i biancorossi si fanno superare in casa dal Catanzaro con un gol di Fioretti ex Gavorrano

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GROSSETO. Il Grifone non riesce a dare seguito alle belle vittorie di Salerno e con il Lecce, facendosi superare allo Zecchini (violato per la seconda volta) da un Catanzaro ben messo in campo, che ha imbrigliato le trame dei biancorossi soprattutto nella prima parte del duello.

Trafitti dall’ex gavorranese Giordano Fioretti su una palla inattiva (un calcio d’angolo che gli ospiti si sono procurati su una respinta di Lanni sulla insidiosa punizione di Russotto al 22’), i ragazzi di Cuoghi hanno fatto un passo indietro sotto il piano del gioco e della reattività. Troppo isolati gli spaesati attaccanti Gioè e Montalto (sfortunato però in occasione di una punizione che è andata a sbattere contro la traversa); sotto tono i tre di centrocampo, che non hanno rifornito a dovere i compagni.

Il Catanzaro, che subito dopo il via ha costretto i biancorossi a schierare una difesa a cinque (con tre centrali su Fioretti), ha confermato di essere un avversario tosto, con un gruppo di giocatori smaliziati come Vitiello, Russotto e Germinale, che hanno messo in difficoltà i giocatori di casa. Con un atteggiamento diverso, però, i calabresi potevano essere battibili.

La pioggia, abbondante all’inizio di ripresa non è una scusante per un incontro andato male. La causa è da ricercarsi nel diverso atteggiamento della squadra rispetto a Salerno. Formiconi e Dicuonzo non si sono quasi mai sganciati e, senza il solito dinamismo di Ricci e Obodo e la prova incolore di Colombi, la manovra ne ha risentito pesantemente.

Cuoghi ha cercato di cambiare le carte in tavola ma senza grossi risultati: Bombagi ha dato vivacità alla manovra ed è stato sfortunato su alcune occasioni, compresa una punizione in zona Cesarini su cui il portiere Bindi non ha rischiato la presa, mentre Esposito non è mai riuscito ad entrare in partita, anche a causa del terreno allentato.

Il Grosseto, lento, impreciso e imprevedibile per quasi un’ora, nell’assedio finale, diventato pesante dalla metà della ripresa, ha prodotto solo alcuni tentativi di Bombagi (al 37’ non è riuscito a dare forza ad un tiro da buona posizione) e ad un corner di Ricci che Bindi ha allontanato con i pugni. Il Catanzaro, rimasto sempre compatto, ha insomma rischiato pochissimo e avrebbe potuto allungare con Rigione, al 24’ della ripresa, su una punizione di Russotto, e dopo un’azione in velocità di Germinale, che ha servito al centro Fiore, il quale ha sparato alto da buona posizione.

Un successo, quello dei calabresi, dunque meritato, mentre il Grosseto, che a Pisa dovrà fare a meno dello squalificato Obodo, servirà un’immediata inversione di tendenza per tornare a sorridere.

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