Gioco
Quei gol che sanno d’Africa con Doumbia e Nwagagbo
Il gol ha il colore dell'ebano e profuma d'Africa, nei campi dimenticati della Toscana dei dilettanti. I tabellini si riempiono sempre più di nomi esotici e facili a pronunciare come un codice...
Il gol ha il colore dell'ebano e profuma d'Africa, nei campi dimenticati della Toscana dei dilettanti. I tabellini si riempiono sempre più di nomi esotici e facili a pronunciare come un codice fiscale: Nwagagbo, Tonwe, Doumbia, Tiliwa, Ngom. Sono loro, la legione di attaccanti arrivati dal ventre del continente nero, la nuova manna per i nostri club di provincia. Società senza soldi ma dal grande fiuto, cui è bastato vedere in azione una volta queste gazzelle con i tacchetti da innamorarsene e puntarci sopra ad occhi chiusi. Storie diverse, storie da raccontare. Come quella del bomber atterrato a Viaccia, frazione di Prato. Si chiama Mohamed Doumbia, ivoriano, 21 anni. Mohamed, per gli amici Mambi, ha anche un pedigree a cinque stelle: il cugino Seydou gioca nel Cska Mosca e l'anno scorso è stato il capocannoniere all'ombra del Cremlino con 28 reti. «Da lui arrivano tanti consigli - spiega il giovane bomber - ci sentiamo spesso. Mi ispiro al mio connazionale più celebre, Didier Drogba, ma attenzione al mio fratellino di quindici anni che gioca negli Allievi». Mambi sogna l'Inter, la sua squadra del cuore, e se va male col calcio non mancherà chi, da queste parti, potrà offrirgli un lavoro. Lo stesso lavoro che sta cercando Tiliwa, che in Togo era una stella e che ha deciso di venire a vivere a Firenze e opra gioca nel San Giusto. Pochi chilometri più a ovest ecco il terribile Victor Nwagagbo, nigeriano (o tosco-nigeriano, come ormai gli piace definirsi ), 27 anni, capocannoniere lo scorso torneo con la maglia del Limite.
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