Il Tirreno

Livorno

L’abbraccio dei tifosi a Checco Bardi

di Fabrizio Pucci

Il rientro nella notte coi genitori, poi telefonate, sms e tante frasi sul profilo Facebook: «Mai abbattersi, sei il più forte»

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LIVORNO. Nel calcio come nella vita di incappare qualche disavventura. L'importante è avere carattere e nervi saldi per evitare di farsi condizionare dagli episodi negativi.

Francesco Bardi è un ragazzo perché ha appena 21 anni, ma ha un talento sconfinato, gli occhi sinceri e le spalle larghe. Francesco Bardi è livornese, gioca nella squadra della sua città in prestito dall'Inter. E quando si dice che il diavolo (chissà forse inteso anche in senso milanista) ci mette lo zampino, spesso si dice il vero.

Già, perché proprio alla scala del calcio, nella 'sua' partita Inter-Livorno, Checco ha commesso un errore esiziale. Chissà quante volte ha rivisto quei frames maledetti, il ragazzo. Il cross di Jonathan che viene sporcato dalla punta del piede di Duncan. Il pallone che prende un giro strano e gli scivola via dalle mani e sul corpo come il bagnoschiuma. Quel pallone potrebbe finire sul fondo e allora sarebbe solo un grande spavento. E invece...gol. 0-1 e partita maledettamente in salita.

Il rientro coi genitori. Sabato notte Francesco Bardi non è tornato a Livorno col pullman della squadra bensì nell'auto dei suoi genitori, scaldato dall'abbraccio di chi lo ama di più al mondo. Un permesso di “rientro libero” accordato a tutti, perché c’è la sosta e fino a martedì non ci sono allenamenti.

Ma Francesco non deve aver dormito molto. Sono cose che capitano, quando si è giovani e forti. Anzi. Certi passaggi fanno pure parte di un percorso di crescita che non ne può essere interrotto perché il talento, alla lunga, vince sempre.

Il giorno della solidarietà. La vita ricorda da vicino una gara di ciclismo. Quando si è in pianura il gruppo è compatto e tutti sembrano amici, ma quando la strada sotto le ruote si impenna, allora rimangono solo quelli buoni su cui è possibile contare.

Nel suo giorno più complicato, sulle prime rampe di una stagione che lo porterà nell'Olimpo dei grandi del calcio, Francesco Bardi si è girato e ha trovato tante persone che gli vogliono bene. Telefonate, tanti sms da solito tono, tipo “Forza Checco, resti il migliore”.

E poi un abbraccio virtuale è arrivato dai social network, che spesso accorciano le distanze, e del tam tam mediatico. Da sabato sera il profilo facebook del giocatore è stato intasato da messaggi di solidarietà. Luca Davini scrive: "Non è successo niente. Forza portierone. Tutti possono sbagliare". Davide Nedo's Orlandi aggiunge: "Mai abbattersi, mai arrendersi, forza Checco, la Nord è con te".

Anche Claudia Alderigi non ha fatto mancare il suo sostegno a Francesco. Daniele Mastalli è laconico: "Sei sempre il numero uno". Chiaro ed essenziale anche Giacomo Bartoli: "Sempre e comunque un grande campione". Cristina Ceccarini scrive: "Sei uno dei più forti portieri in circolazione". La lettura di Jonathan Brizzi o Brezzi è da condividere: "Questi sono errori che fanno crescere i grandi portieri come te. Sei troppo forte".

Bardi, che aggiorna personalmente il suo profilo facebook sicuramente avrà letto tutti questi messaggi, una specie di virtuale pacca sulla spalle. Domani il Livorno torna ad allenarsi. Il tempo cicatrizza anche le ustioni più dolorose. Tra due settimane Francesco abbasserà la saracinesca di fronte alla Juventus: c'è da giurarlo.

La difesa di Spinelli. Ieri Aldo Spinelli ha parlato di nuovo della partita di Milano e di Francesco Bardi. «Ho visto un ottimo Livorno non buono. Io credo che la partita è stata incanalata da quel errore che fanno anche i grandi portieri. Purtroppo questi palloni sono leggeri, sono cose che succedono, ma Bardi resta un grande portiere e noi abbiamo massima fiducia in lui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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