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Don Bosco s’inchina alla Fortitudo Bologna

Don Bosco s’inchina alla Fortitudo Bologna

Impresa fallita per i ragazzi di Da Prato con Gigena a mezzo servizio. I livornesi perdono il primato

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BOLOGNA. Un avversario con pedigree e talento, le precarie condizioni fisiche di Gigena, costretto a giocare con il contagocce nella seconda metà della gara, il problema falli ben presto accusato dall'ex Sanguinetti (per lui solo 26' di parquet) ed un arbitraggio casalingo.

Tante sono le cause della sconfitta rimediata dal Don Bosco Livorno contro la Tulipano Fortitudo Bologna, squadra che (legittimamente) punta alle zone altissime della classifica.

I rossoblù labronici, capaci di sorprendere in positivo nella prima fase del campionato (quattro vittorie nelle prime cinque giornate e, almeno fino a domenica scorsa, primo posto solitario in graduatoria) hanno giocato, al PalaDozza, la loro onesta partita, ma alla distanza hanno incontrato soverchie difficoltà nel contenere la forza d'urto dei tiratori felsinei. È finita 87-73.

Il successo dei biancoblù è più che meritato. Lo scarto finale di 14 lunghezze, punisce però oltremisura i tirrenici, nelle cui fila si è ancora una volta distinto il lungo Benvenuti (24 punti, conditi da 8 rimbalzi). Nella parte iniziale del confronto, l'attacco livornese funziona a meraviglia. Il Don Bosco tocca addirittura il più dieci nel cuore del primo tempino. La Fortitudo reagisce e riduce il ritardo (26-31 al 10'). I bolognesi hanno una panchina infinita. Sanguinetti è braccato, fatica a cercare soluzioni personali (solo 6 punti al suo attivo), ma riesce ugualmente a servire buonissimi palloni ai compagni (7, in tutto, i suoi assist).

Nel secondo tempino, la difesa dei petroniani morde. Il Don Bosco lavora con concretezza nella propria metà campo, ma proprio nell'ultimo secondo prima dell'intervallo lungo, incassa il definitivo sorpasso (45-44 al 20'). Gigena, alle prese con un malanno muscolare alla coscia (non dovrebbe trattarsi di nulla di preoccupante, in vista delle prossime uscite ufficiali) è costretto, suo malgrado, nella seconda fase del match, a scaldare per tanti minuti la panchina. I biancoblù, nel terzo tempino, allungano, ma il Don Bosco non demorde e sistematicamente prova a ricucire gli strappi degli antagonisti. Al 30', sul 64-58, la situazione è sempre fluida.

Nell'ultimo quarto, gli attaccanti bolognesi sono implacabili (6 giocatori emiliani hanno chiuso in doppia cifra ed uno, Venturelli, ha finito a quota 9). Il margine dei padroni di casa aumenta minuto dopo minuto.

Proprio al 40', sull'87-73, il Tulipano tocca il massimo divario. Il Don Bosco, pur battuto, non esce ridimensionato dalla (proibitiva) sfida in cui è comunque riuscito a dare il massimo possibile. Resta una vittoria meritata, ma il Don Bosco ha comunque combattuto con tenacia una avversario da un pedigree troppo alto.

Gabriele Naccarato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web