Sicurezza
Spinelli mette il lucchetto a Nicola
«Finché resto a Livorno, lui sarà il mio allenatore. Con l’Inter partita chiusa, ma non si sa mai... E ora arriva Botta»
LIVORNO. Amaranto intenso. In un novembre vestito da aprile società e squadra hanno abbracciato i loro tifosi allo stadio. Già perché i ragazzi hanno disputato la consueta partitella infrasettimanale all'Armando Picchi (il cambio di programma improvviso è avvenuto in mattinata) sotto lo sguardo attento del presidente Spinelli accompagnato nella circostanza dal suo vice Siri e dal direttorio composto da Armenia, Capozucca e Perotti. Assente giustificato il ds Signorelli in missione in Argentina: «Sta cercando giocatori che fanno al caso nostro – ha spiegato il presidente – nel ruolo di esterno sinistro di difesa. Cerchiamo pure un centrocampista e, perché no, una punta. Tutti devono avere il passaporto italiano perché abbiamo tutte le caselle degli extracomunitari occupate».
L'arrivo di Botta. Non c'è più posto per giocatori non comunitari perché è ormai imminente l'approdo in amaranto dell'argentino Ruben Botta: «Contiamo di averlo a disposizione per la fine di novembre – ha detto il pres - e a dirla tutta speriamo di portarlo a Livorno anche una decina di giorni prima. Signori, questo è un giocatore vero. So che si sta allenando bene. Ovviamente non avrà il ritmo partita nelle gambe, ma sono certo una buona mezz'ora può garantirla. Credo che l'Inter ce lo lascerà fino al termine della stagione anche perché lo stiamo pagando profumatamente da luglio».
Verso San Siro. Spinelli sorride al pensiero di assistere a Inter-Livorno: «Sulla carta è una partita chiusa, ma non si sa mai. Emozione? Da parte mia no. Sono abituato a calcare certi palcoscenici. Semmai il problema può riguardare alcuni nostri giocatori che sono al debutto su quel campo».
La partita dell'anno per Spinelli è un'altra: «Non vedo l'ora di andare a giocare in casa della Juventus perché non sono mai stato nel loro stadio e volevo togliermi quello sfizio anche se dovrò aspettare primavera».
Il rammarico. La giornata è radiosa, ma Spinelli non dimentica i punti persi in malo modo: «La nostra classifica poteva essere ancora più brillante. Abbiamo buttato via il pareggio con la Samp e la vittoria con il Torino, ma la serie A è questa: come abbassi la soglia di attenzione vieni castigato. E invece ogni punto è importante per la salvezza».
Blindato Nicola. Non ci sono nubi nel cielo amaranto. Men che meno sulla testa di Nicola: «Dopo le quattro sconfitte consecutive – ha precisato il pres – qualcuno ha inventato che il nostro allenatore fosse a rischio. Gente che voleva creare problemi al nostro ambiente. Non c’era niente di più sbagliato. Davide è stato bravissimo in serie B quando nessuno lo conosceva e tutti pensavano che non avesse la giusta dose di esperienza. E quest'anno si sta riconfermando. Proseguiremo con lui. E finché io sarò il presidente del Livorno resterà con noi a meno che non ce lo chiedano società come Inter, Milan e Juventus. E allora quel punto dovrò lasciarlo andare come a suo tempo ho fatto con Diamanti perché è giusto che ognuno segua le proprie ambizioni. Ma se me lo chiede un’altra squadra, non si muove da Livorno. Il nostro presente e il nostro futuro sono con lui».
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