Gioco
Tifosi uniti nel nome di Morosini
Grande tifo e striscioni in entrambe le curve per Piermario
LIVORNO. I cronisti degli anni Settanta l'avrebbero definita «una bella giornata di sport».
In effetti il mezzogiorno e mezzo ardenzino è stato proprio così: sole quasi primaverile, cielo terso, grande correttezza in campo e sugli spalti. Per i tifosi amaranto le ragioni del cuore hanno avuto la meglio su quelle dello stomaco: cucine deserte in molte case livornesi, ma in compenso curva nord piena come un uovo mentre dall'altra parte era presente un buon numero di supporters della Dea che hanno affisso due striscioni.
Uno con la scritta «Piermario non ti dimenticheremo mai». Sì perché questa sarebbe stata la partita di Morosini, bergamasco di nascita e di estrazione calcistica e livornese di adozione a tutti gli effetti. Nell'altro campeggiava, scritta in amaranto la parola «cacciucco» e in nerazzurro «polenta», perfettamente in linea con l'orario d'inizio della partita. Complimenti.
Tra livornesi e bergamaschi fino all'aprile del 2012 c'era una fiera rivalità. Zero scontri, ma neanche simpatia.
La morte di Morosini unì le due tifoserie che strinsero un patto di non belligeranza in occasioni del funerale del Moro. E ieri allo stadio ognuno ha fatto il tifo correttamente per la propria squadra e non contro quella avversaria. E alla fine della partita le due tifosierie, senza distinzione di bandiera hanno intonato il coro più struggente: «Morosini olé». Piermario da lassù avrà sorriso. Qui e a Bergamo tutti portano nel cuore questo ragazzo volato via troppo presto.
(f.p)
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