Il Tirreno

Livorno

Pisa, un rigore vale di nuovo la vetta

di Francesco Loi
Pisa, un rigore vale di nuovo la vetta

Vittoria in rimonta sull’Ascoli: Kosnic risponde a Vegnaduzzo, Favasuli dal dischetto completa l’opera al 93’

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PISA. Quando Favasuli dal dischetto spiazza Russo, regalando al Pisa il ritorno al successo, l’Arena non riesce proprio a trattenersi. Il boato scuote i gradoni della vecchia Arena Garibaldi. Vincere in rimonta segnando al terzo minuto di recupero spiega molto, ma non tutto, della reazione super gioiosa. Il punto è che, per larga parte della gara, i pisani avevano visto agitarsi certi fantasmi: la squadra che stava banchettando sul prato amico era l’Ascoli allenato da Bruno Giordano. Ovvero il tecnico che, insieme all’ex presidente Pomponi, a Pisa viene visto come il responsabile della retrocessione dalla B (e conseguente ripartenza dai dilettanti) nella stagione 2008-09.

Una ferita non ancora rimarginata e sfogata in fischi e cori ripetuti contro Giordano, che, appena arrivato sulla panchina ascolana, non poteva avere debutto peggiore. La sua squadra non aveva demeritato e sul rigore che ha deciso in extremis la contesa ha protestato a lungo contro l’arbitro. La vittoria riporta il Pisa in testa alla classifica, seppur in coabitazione, e ciò è avvenuto in occasione del quattordicesimo della scomparsa di Romeo Anconetani, il presidente degli anni d’oro dello Sporting Club, ricordato dai tifosi all’inizio della partita con un grande striscione.

La squadra di Pagliari può tirare un sospiro di sollievo per come si è dipanato il match. La giornata non sembrava propizia. Un Ascoli in difficoltà di classifica e societaria ha comunque interpretato la gara al meglio delle sue possibilità. Specialmente nel primo tempo si è preso la fascia destra, dove Sabato non riusciva ad arginare il folletto Falzerano, che infatti ha ispirato la rete di Vegnaduzzo, un argentino 30enne che in Italia finora aveva giocato solo in serie D. Non è un dettaglio che sia prima che dopo il gol dell’Ascoli il Pisa abbia colpito due traverse: una con Napoli (ma doveva centrare lo specchio della porta vista la posizione favorevole) e una con Favasuli su punizione. Due episodi dentro uno sviluppo non sciolto del gioco da parte della squadra nerazzurra.

Nella ripresa per suonare la carica il Pisa ci mette parecchio, Napoli si divora una clamorosa situazione di vantaggio in contropiede. Pagliari si gioca il tutto per tutto intorno alla mezzora, inserendo con Forte il doppio centravanti per forzare la difesa ascolana. Giordano risponde tatticamente mandando in campo un centrocampista in più per prepararsi all’assalto pisano. Una manciata di secondi e, su una mischia conseguente ad angolo, il difensore Kosnic trova la zampata del pareggio. Quell’assalto preventivato da Giordano però non c’è, il Pisa conquista metri di campo senza accendersi. Anzi, l’espulsione di Bollino (protesta plateale verso l’arbitro) sembra chiudere i giochi. Invece Napoli trova il riscatto della sua prova andando a prendersi un rigore dopo un contatto con Rosania (altra espulsione). La freddezza di Favasuli dal dischetto, con Russo spiazzato, corrisponde alla doccia gelata per Giordano.

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