Gioco
Nicola abbraccia i suoi «Fanno cose eccezionali»
«Ci davano per spacciati, invece grazie a loro abbiamo 12 punti dopo 11 giornate» Gli elogi a Colantuono e i retroscena degli spostamenti di Emerson e Ceccherini
LIVORNO. Davide Nicola, abbiamo rotto l'incantesimo. Questi tre punti ci volevano proprio...
«Sì, siamo a 12 dopo 11 giornate. E non dobbiamo essere felici: molto di più. Perché stiamo facendo grandi cose che sono frutto del lavoro, dell'applicazione quotidiana. Questi ragazzi si allenano con impegno. Hanno sogni e ambizioni. L'anno scorso si sono conquistati sul campo qualcosa di importante e ora vogliono difenderlo con le unghie e con i denti e magari attirare l'attenzione con prestazioni e risultati come questo con l'Atalanta. Io credo molto nella mia squadra. Ma non voglio essere il solo a farlo. Anche i ragazzi devono essere consapevoli del loro valore. Poi facciamo valutazioni quotidiane con la società per capire dove possiamo mettere le mani».
La vittoria è stata meritata e legittimata da una copiosa serie di palle goL. Tre punti limpidi...
«Sì, meritati l'unica pecca è che non siamo stati abili a chiuderla prima, ma attenzione: valutiamo ogni partita con serenità. A me quelle con Sampdoria e Bologna non erano dispiaciute, come del resto questa. Solo che oggi (ndr) siamo stati bravi ad approfittare di alcune loro difficoltà».
A che cosa ti riferisci?
«Alle loro assenze. Erano privi di Stendardo e in extremis hanno dovuto rinunciare anche a Yepes. È ovvio che per vincere ci abbiamo messo del nostro, ma do atto all'Atalanta che qualche problemino ce l'aveva e che dopo poco più di mezz'ora di è trovata sotto di un gol e di un uomo. Inoltre faccio i miei complimenti a Colantuono. È l'allenatore che mi ha fatto lavorare di più in assoluto. In 90’ ha cambiato disegno tattico per sette o otto volte. Anche da questo punto di vista è stata una bella partita».
Hai risposto a Colantuono colpo su colpo...
«Sì ho cambiato qualcosa. Emerson per esempio per morfologia si abbinava male a Maxi Moralez e allora ho spostato Ceccherini. E anche Mbaye ha praticamente giocato in tutti i ruoli ed è stato bravissimo perché ha difeso e si è pure proposto».
Finalmente non c'è stata una partenza ad handicap.
«Guardate che l’approccio era stato buono anche con il Torino. Solo che ci aspettavamo che i granata si presentassero con un modulo e invece ne hanno utilizzato un altro mettendoci in difficoltà sulle scalature difensive. Non credo che il nostro fosse un problema di scarsa concentrazione».
Adesso arriva un ciclo di ferro. Sensazioni?
«Buone. Viviamo alla giornata e giochiamo come oggi (ieri ndr) partite di battaglia e di cuore. Siamo attesi da sfide che sembrano impossibili contro mostri sacri. Ma per noi saranno una grande sfida per capire che cosa possiamo fare. Potrà capitare di perdere dure o tre volte di fila, ma non dovremo fare drammi. Se pretendiamo troppo da questo gruppo gli facciamo solo del male. Se invece adottiamo la misura dell'equilibrio vedrete che possiamo toglierci soddisfazioni. Anche perché - ripeto - con la società valuteremo dove possiamo mettere le mani per rinforzare la rosa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
