Il Tirreno

Livorno

Lucchese, un poker per arrivare in vetta

di Luca Tronchetti
Lucchese, un poker per arrivare in vetta

Nella prima partita a porte chiuse dopo 35 anni i rossoneri travolgono il modesto Fidenza e agguantano la Correggese

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LUCCA. Il poker rifilato al malcapitato Fidenza regala - oltre all’ottava vittoria consecutiva - l’inaspettata vetta della classifica. Grazie ai cugini del Camaiore (allenato dal lucchese Simone Giuli) capaci di inchiodare sullo 0-0 interno la Correggese. La rincorsa della Lucchese alla matricola-capolista si conclude con l’aggancio dopo 10 giornate di campionato. Cinque anni fa, sempre in D, allo Sporting Lucchese del tandem Giovannini-Favarin l’impresa riuscì dopo 8 turni (19 ottobre 2008) e le compagne di allora erano la Sestese e l’Arrone che poi chiusero a distanza siderale (oggi si arrabattano in Promozione regionale). E per completare la similitudine tra le due stagioni calcistiche anche quel giorno all’avversario di turno (Sansepolcro) i rossoneri al Porta Elisa non diedero scampo (3-0 il risultato finale). Corsi e ricorsi storici che hanno un minimo comun denominatore: il ritorno tra i professionisti. Allora come adesso la Lucchese è sicuramente la squadra più solida e completa del girone (anche se i budget sono decisamente diversi) e se a dicembre la società avrà la forza economica di prendere un attaccante over (Spanu?) e un trequartista under (Firenze?) il ritorno in Lega Pro sarà poco più che una formalità.

Clima surreale. Il match con il Fidenza va in scena in un clima surreale. La squalifica del Porta Elisa con 200 tifosi (anche famiglie con bambini) vicini all’azionariato popolare di Lucca United che assistono al match al centro sportivo Vignini Fiondella dietro la curva Est e fanno un tifo d’inferno dando la carica ai giocatori in campo. In panchina debutta il finanziere Stefano Fracassi con lo squalificato Guido Pagliuca che pare un leone in gabbia relegato nel parterre. Nel silenzio dello stadio la sua voce rimbomba. Gesticola e sacramenta. Il vero show all’interno di uno spettacolo modesto perché deciso in una manciata di minuti.

Non c’è partita. Lucchese-Fidenza dura 360 secondi. Tra le due squadre c’è un divario tecnico abissale. E si vede tutto. Bastano tre minuti per violare la porta di Artich, che di lavoro fa l’agente di una compagnia telefonica. Sull’angolo di Tarantino bucano tutti e Calistri infila di testa. I bianconeri non riescono nemmeno a realizzare dove sono che arriva il raddoppio con il solito liberissimo Nolè. 2-0 e match in archivio perché gli ospiti non si affacciano mai dalle parti di Casapieri.

Segnano tutti. Gli emiliani nella ripresa cambiano modulo, ma è inutile. La Lucchese congela la partita e nel finale piazza due colpi con Chianese che si erge a protagonista: prima ruba palla a un ingenuo difensore emiliano e fa segnare Lo Sicco, poi smarcato in area realizza la prima rete stagionale. Al triplice fischio grande festa fuori dallo stadio. La Lucchese è in testa: decisa a restarci.

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