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LAZIO E UDINE I MIRACOLI NON SI RIPETONO

Uno strano destino sembra unire da anni, nel bene e nel male, Lazio e Udinese. Due compagini che nelle stagioni passate si sono rivelate le sorprese del campionato e che si davano battaglia per l'acce...

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Uno strano destino sembra unire da anni, nel bene e nel male, Lazio e Udinese.

Due compagini che nelle stagioni passate si sono rivelate le sorprese del campionato e che si davano battaglia per l'accesso in Champions League, ma che oggi sono due grandi deluse del torneo.

A mio avviso, però, le due squadre sono accomunate solo dalla mancanza di risultati, mentre le cause di questa involuzione e di questa crisi sono piuttosto diverse. Partiamo dall'Udinese: una realtà che prima o poi avrebbe dovuto fare i conti con le strategie di mercato, che ogni anno finiscono per privare la squadra dei suoi uomini migliori. La partenza di Benatia è una perdita enorme, basti pensare che il giocatore ha messo il sigillo sulla difesa di ferro della Roma.

Guidolin è un ottimo allenatore e fa sempre un lavoro straordinario. Ma nel calcio, si sa, le gestioni sparagnine prima o poi ti presentano il conto. L'Udinese resta una società modello per i conti in regola e per il modo in cui scopre i talenti.

Ma sventrare la squadra è sempre un rischio. Di Natale, infine, comincia a sentire il peso dell'età, e da "fenomeno" sta diventando "giocatore normale", seppur di grande qualità.

Discorso diverso per la Lazio, squadra che paga la scarsa condizione dei giocatori di spicco della propria rosa e soprattutto la schiacciangte pressione psicologica dell'ambiente.

Klose, appena rientrato, si è subito rivelato decisivo, ma ovviamente non è ancora al top. Mentre a quanto pare Hernanes è talmente fuori forma da non poter giocare 90 minuti. La Lazio ha sempre ottenuto i risultati sotto la spinta dei suoi fuoriclasse, ma al momento l'unica pedina in grado di cambiare le sorti di una partita è Candreva, mentre gli altri sono tutti elementi normalissimi. L'ambiente romano, poi, non è quello di Udine.

Il tifo laziale non conosce la parola "pazienza", specie in un momento in cui la Roma va a mille all'ora. Vedo la Lazio come una squadra avvilita, chiusa in un vortice negativo. Per uscirne fuori servono le vittorie.

Ma per vincere non si può prescindere dai giocatori di maggior livello.

(a cura di Giorgio Carlini)

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