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Carrarese disastro, il Savona passeggia

Carrarese disastro, il Savona passeggia

Azzurri ultimi, difesa pessima, centrocampo che non fa filtro: finiscono in nove, dura contestazione, poker umiliante

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CARRARA. Il Savona passeggia su quella che una volta era una squadra, la Carrarese, e adesso è un’accozzaglia di giocatori con la stessa maglia, che regge non più di venti minuti, e poi va in barca. Una piccola reazione c’è quando è già sotto di due gol, accorcia le distanze allo scadere del primo tempo, poi una frittata fra il portiere e Benassi, e due espulsioni, spalancano la strada ai liguri, che sbagliano anche un rigore. Una disfatta epocale: per ritrovare sconfitte così pesanti interne bisogna tornare al 2002: a febbraio 1-4 con lo Spezia (retrocessione ai playout), a novembre, sempre in C1 dopo il ripescaggio, 2-5 con l’Albinoleffe (altra retrocessione ai playout). Carrarese ultimissima, un gol all’attivo nelle ultime otto gare (quello con il Savona), 13 punti nelle venti partite della gestione del direttore Turotti.

Eppure per la Carrarese, Braghin e il direttore Turotti doveva essere la partita decisiva: sotto di due gol alla mezz’ora, ha una reazione d’orgoglio, segna prima del riposo con Mancuso, ma a inizio ripresa altra frittata, malinteso Benassi - Di Vincenzo, Virdis appostato non sbaglia. Difesa horror, poca qualità complessiva, la Carrarese finisce in nove per le espulsioni di Tognoni (assurda seconda ammonizione a centrocampo), e di Benassi (arbitro fiscale, fallo da ultimo uomo); sul rosso a Benassi c’è il penalty, Cesarini, tifoso dello Spezia, lo mette sul palo (con leggera deviazione di Di Vincenzo, che già aveva parato il rigore a Lumezzane), poi dopo qualche minuto segna il poker, e festeggia imitando il volo di un’aquila, simbolo del suo Spezia (di cui è tifoso e in cui ha giocato). Un gesto gratuito che fa imbufalire la tifoseria, mentre in campo si consuma il dramma di una squadra che non corre, troppo scarsa per essere vera, imbottita di giocatori retrocessi o in evidente stato confusionale. Inizialmente Dettori, uno che predica nel deserto, aveva provato a innescare l’attacco, con la forza della disperazione la Carrarese sembrava in grado di poter almeno pareggiare, ma la difesa appena attaccata (anche perché il filtro a centrocampo non esiste) va in difficoltà.

La reazione d’orgoglio, come detto, aveva portato al bel gol di Mancuso, anche in avvio di ripresa il piglio sembrava giusto, pur con i noti limiti tecnici e tattici di una squadra mal costruita e mal pensata, ma Di Vincenzo esce, incomprensione con Benassi, 1-3. Arrivano due espulsioni, c’è anche il poker. Carrarese ultimissima, c’è forse solo una persona in grado di riaddrizzare la barca che affonda, Nelso Ricci, anche se l’impressione è che Gigi Buffon voglia dare ancora una chance a Sandro Turotti e quindi sarà lui a scegliere il sostituto di Braghin, il cui esonero appare certo.

Massimo Braglia

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di Redazione web