Gioco
Spinelli: la misura è colma I designatori si muovano
«Incredibile quel rigore, la palla finiva in curva. E il gol di Glik era irregolare Poi i gialli di Emeghara e Schiattarella...Speriamo che ci si accorga degli errori»
LIVORNO. Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. Forse non è neanche il caso di scomodare gli scrittori Gino e Michele, eppure quel titolo partorito dalla fantasia dei due autori milanesi fotografa bene lo stato d'animo del Livorno all'indomani della partita-beffa con il Torino.
Nessuno ha digerito l'infelice arbitraggio di Valeri e la società sta preparando un dossier con tutti i torti arbitrali subìti dagli amaranto nell'ultimo mese e mezzo. Il plico sarà inviato al designatore Nicchi e pure in Federazione.
Parla Spinelli. Ieri ha preso la parola il presidente che a freddo ha analizzato la situazione: «Ciò che è successo l'altra sera è sotto gli occhi di tutti. Il secondo gol del Toro era viziato da un fuorigioco attivo, l'ammonizione di Emeghara ha dell'incredibile e anche quella di Schiattarella non è da meno. Per non parlare di quella punizione dal limite accordata ai granata. E poi il rigore. Quel pallone sarebbe andato in curva».
Spinelli però prende il buono della partita: «Il punto è importante perché le cose si erano messe male. Abbiamo ritrovato il carattere dell'anno scorso e si sono risvegliati Emeghara a Paulinho. Andiamo avanti nella speranza che i designatori si accorgano degli errori commessi dagli arbitri».
Ingiustizie. Già: errori o orrori? Tutto inizia in Livorno-Cagliari 1-1 del 25 settembre. Arbitra Pairetto che al 43' annulla per un fuorigioco che non c'è il 2-0 segnato da Emeghara. Nella ripresa arriverà il pari dei sardi. Gli amaranto non si lamentano per due motivi: la linea della società conduce al rispetto della classe arbitrale e il Cagliari nel secondo tempo avrebbe meritato il successo per cui il punto va bene.
Scandalo al 'Bentegodi'. Il 29 settembre L'Hellas vince grazie a un rigore inventato dal signor Tommasi che accorda il penalty per un normale contatto di gioco tra Schiattarella (alto 1,78) e Toni (1,93) che stramazza al suolo. Dagli undici metri Jorginho giustizia gli amaranto.
Celi occhio di lince. A termini di regolamento non fanno una grinza i rigori concessi da Celi di Campobasso alla Sampdoria (Duncan abbatte De Silvestri al 23', Luci fa lo stesso con Regini al 97') ma è l'arbitraggio nel suo complesso ad essere deficitario. I blucerchiati vincono 2-1. Colpisce la fiscale risolutezza di Celi nei confronti degli amaranto. Questa settimana le ultime perle: la squalifica per blasfemia di Siligardi e l'arbitraggio di Valeri. Adesso la misura è colma.
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