Il Tirreno

Livorno

Capozucca contro il direttore di gara

di Fabrizio Pucci
Capozucca contro il direttore di gara

Il ds: «Il risultato condizionato da alcuni fischi. Assurdo il giallo ad Emeghara»

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LIVORNO. Quando Cerci scaraventa nella porta di Bardi il sanguinoso rigore il presidente Spinelli sacramenta, si alza e se ne va. Ha un diavolo per capello. Vive sulla pelle il senso dell'ingiustizia. Sale in auto e viaggia veloce verso Genova. E Lascia la ribalta al direttore sportivo Stefano Capozucca: «La partita - dice - è stata pesantemente condizionata dall’arbitraggio. Abbiamo assistito a decisioni che ci hanno danneggiato. L'ammonizione di Emeghara ha dell'incredibile. Il giocatore era lanciato a rete ed è caduto. Ora, poiché non credo che il ragazzo faccia uso di stupefacenti, non capisco dove sia stata ravvisata la simulazione. È stata cervellotica anche quella punizione dal limite accordata al Toro nel finale per non parlare del rigore». Non alza la voce, Capozucca: «Noi siamo una piccola che proviene da un momento difficile. Abbiamo fatto una grande partita e abbiamo perso due punti di importanza vitale». Il ds si concentra sul rigore: «Stimo Valeri che conosco da anni. Mi ha detto che è convinto della volontarietà del fallo di mano di Rinaudo. Dopo i due rigori fischiati contro il Toro a Napoli, temevamo questa partita. Loro hanno riempito i giornali di lamentele dopo quel doppio episodio, ma questo non significa che ci sia un rapporto di causa-effetto tra ciò che è capitato ai granata domenica e oggi altrimenti finirebbe il calcio. Noi esigiamo rispetto. Vogliamo perdere per demeriti nostri e non per errori altrui. Al momento ci mancano due o tre punti per episodi controversi e questo fa male. Nello spogliatoio ho visto volti tristi». (f.p.)

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