Il Tirreno

Livorno

Un cambio per lo 0-0, e invece vince

Garcia mette Bradley al posto di Borriello, l’americano fa il gol-partita dopo un minuto. Ma la Roma non è solo fortunata

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UDINE. La nona sinfonia di Garcia non è bella come il capolavoro di Beethoven, ma è comunque una gran musica per gli orecchi giallorossi. Più forte delle difficoltà e della consistenza dell'Udinese, la Roma si esalta giocando in inferiorità numerica per l'espulsione di Maicon e con un piatto destro del subentrante Bradley corona il suo nono successo di fila, record dei record in avvio campionato alla pari della Juve di Capello del 2006 nell'annata di Calciopoli. Juventus e Napoli più che vincere non possono ma la distanza dalla vetta rimane di 5 punti, parecchi.

I giallorossi di Garcia, a punteggio pieno e con un gol solo subìto, lanciano la candidatura tricolore reggendo un'andatura da marziani, unica in tutta Europa. La muta è numerosa e feroce - a correre dietro la capolista ci sono anche Fiorentina e Inter - ma lepre non ha nessuna intenzione di farsi raggiungere. E Rudy il francese ha molte ragioni quando definisce questa del “Friuli” la vittoria forse più importante del filotto magico: perché le assenze di Totti e Gervinho pesano eccome, malgrado l’impegno di Borriello e la velocità di Ljajic manca qualità e la squadra sbanda. Però vince lo stesso, con quel po’ di fortuna che spesso arride alle predestinate - Bradley entra a 10 minuti dalla fine per puntellare il pareggio e dopo pochi secondi segna invece il gol-partita - ma soprattutto con molta lucidità e molti meriti, andando oltre anche all’inferiorità numerica per il rosso a Maicon.

Onorando il ruolo di capolista, la Roma s'assume l'onere di fare la partita: fa girare palla e ha la capacità di aspettare l'occasione propizia per colpire, come fanno le grandi squadre. Vittoria ancora più probante perché l’Udinese è ben migliore di quella inespressiva vista a San Siro col Milan: al “Friuli” i bianconeri di Guidolin sono bravi e lo confermano, trascinati da un Muriel indiavolato i bianconeri creano seri problemi alla superdifesa giallorossa, con ripartenze veloci. Il colombiano è protagonista assoluto, autore di assist e belle giocate: colpisce un palo e rimedia un giallo per simulazione in un contrasto con Benatia perché accentua la caduta ma la sensazione è che il fallo da rigore ci fosse.

Più in generale, le più grosse occasioni della prima frazione di gara sono di marca friulana, mentre la Roma è pericolosa due volte solo alle soglie dell’intervallo, per cui lo 0-0 sta stretto alla squadra di Guidolin. Nella ripresa però la capolista scende in campo con maggior determinazione, l'Udinese sente la pressione e si fa schiacciare, il gol sembra nell’aria quando all’improvviso Maicon già ammonito nel primo tempo per un fallaccio su Muriel si rende protagonista di un'altra scorrettezza, questa volta su Badu, e si becca un giusto secondo giallo e l’espulsione. Guidolin prova ad approfittarne, toglie Heurtaux e al suo posto inserisce Basta per dare maggiore spinta alla squadra.

Ii cambi veri li azzecca però Rudi Garcia, prima con Torosidis e Marquinho che fanno un opportuno e attento filtro nel mezzo, e poi inserendo Bradley per Borriello nel tentativo di coprire ulteriormente la squadra e di portare a casa lo 0-0: invece servito da Strootman, l’americano azzecca appena entrato il piatto vincente. L’Udinese perde sul più bello, nemmeno il curioso “sponsor per 1 giorno” di Nino l’imbianchino la salva, ma c’è poco da fare, questa Roma ha tutta l’aria di essere una predestinata. «Se gli gira bene come oggi vanno lontanissimi»: parola finale di Guidolin.

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