Il Tirreno

Livorno

«Dobbiamo crescere ancora»

dall’inviato

Pagliuca elogia i suoi, ma si rammarica per le troppe palle gol sbagliate

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CASTELFRANCO VENETO. Settima vittoria consecutiva e record del campionato di Eccellenza con Giacomo Lazzini in panchina eguagliato. Ma a Guido Pagliuca la statistica e i primati della storia rossonera importano sino a un certo punto. A lui interessa la crescita complessiva della squadra che, orfana del bomber Tarantino (6 gol all'attivo), era attesa con grande interesse alla prova del nove contro la seconda in classifica che aveva la difesa meno battuta del campionato. Un esame importante che i suoi giovanotti non hanno fallito: «Sono felice per questi ragazzi che mettono impegno, passione e sacrificio quotidiano e per i tifosi che si sono fatti otto ore di macchina per non far mancare il loro apporto ai giocatori – dice il tecnico rossonero con tuta e cappellino in testa portati dall'inizio del campionato come fossero un amuleto –. Ma la Lucchese che ho in mente deve crescere ancora. Abbiamo sbagliato troppe palle gol e ci manca l'istinto del killer. Non riusciamo mai a mettere in cassaforte la partita chiudendola quando ne abbiamo la possibilità come è accaduto oggi contro la Thermal, la migliore formazione affrontata per il momento che ci ha fatto soffrire sino alla fine. Faccio i complimenti a Bisioli perché sono sicuro che arriveranno nei primi posti». Domenica arriva il Fidenza che ha preso sei gol dalla Correggese: «E' la partita più difficile della stagione perché dopo 7 vittorie affrontando una squadra di bassa classifica c'è il rischio di perdere concentrazione. Per questo in settimana dobbiamo lavorare ancor più duramente senza guardare chi abbiamo di fronte». Vista la classifica il campionato sembra una sfida a due: «Lo dite voi. Io credo che Thermal Abano, Massese, Mezzolara e qualche altra possano ancora ricoprire un ruolo importante specie se si rafforzeranno a dicembre». Sulle tribune di Castelfranco c'era il presidente Nicola Giannecchini con alcuni soci . Poi se la prende con l'amministrazione comunale: «Abbiamo i soliti problemi legati alle strutture dell'Acquedotto. I ragazzi del settore giovanile si allenano la sera e senza impianto d'illuminazione in funzione è dura. Il rugby non ha fatto ancora le volture e non vorremmo sobbarcarci anche quei costi».

Chiude il tecnico della Thermal Abano che, squalificato, ha impartito gli ordini al secondo da dietro la rete di recinzione: «Avrei voluto giocare tutta la ripresa ad armi pari – sostiene Vinicio Bisioli – invece l'espulsine di Cacurio, a mio avviso eccessiva, ci ha condizionato e non poco. Non si può concedere un uomo in più a una corazzata come la Lucchese. I ragazzi però sono stati bravi a restare sempre in partita. Ci resta la consolazione di essere ancora la squadra meno battuta del campionato (6 reti al passivo)». (l.t.)

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