Gioco
AMARANTO»LA VIGILIA
LIVORNO. Un diamante è per sempre. Alino Diamanti invece è stato nostro per un anno e mezzo, 59 partite, il tempo di realizzare 17 reti, conquistare la promozione in serie A e lasciare un vuoto nel...
LIVORNO. Un diamante è per sempre. Alino Diamanti invece è stato nostro per un anno e mezzo, 59 partite, il tempo di realizzare 17 reti, conquistare la promozione in serie A e lasciare un vuoto nel cuore di tanti tifosi.
Domani sarà la prima volta da avversari. Il che non significa da nemici, perché Diamanti non sarà mai nemico del Livorno. Alino giocherà la sua partita al 100%, come ha sempre fatto con qualsiasi maglia ha indossato, non tirerà indietro la gamba, non abbasserà la voce, anche perché il suo Bologna è alla canna del gas. Non ha mai fatto passi indietro, e non li farà domani. Dovesse segnare, però, non esulterà perché il Livorno per lui è sempre una questione di cuore.
Alino appena può torna sempre a Livorno. Districandosi tra una moglie, tre figli, il Bologna e la Nazionale. Mica semplice. Però ama la nostra città. Una colazione in Baracchina bianca, il pieno dal mitico benzinaio di fronte, un pesce da Oscar, magari una sdraio alle Forbici se il tempo lo consente. Con gli amici di sempre.
Livorno, per lui, è una storia a parte. Ha giocato nella Fiorentina ma non vi parlerà mai dei viola, ha giocato nel West Ham ma l’unico cordone ombelicale con Londra è uno splendido appartamento che domina la City, ha giocato nel Brescia dove ruppe coi tifosi dopo un quarto d’ora anche perché non rinnegò mai il suo tifo per il Livorno.
Già, il tifo per il Livorno. Lo scorso anno venne a Reggio Emilia per Sassuolo-Livorno, ultima giornata della fase regolare, poi scappò dal ritiro azzurro per presentarsi al Picchi la sera della finale Livorno-Empoli con tanto di sciarpa amaranto al collo.
E anche domani si porterà un po’ di Livorno dentro. Perché al braccio Alino avrà una fascia di capitano speciale, dedicata a Piermario Morosini. Il “Moro” stravedeva per Diamanti, era uno dei suoi idoli, e in questi giorni si è sentito con la sorella di Piermario. Dietro a quel viso da simpatico sbruffone c’è un ragazzo sempre in prima linea per iniziative benefiche, portate avanti insieme alla moglie Silvia.
Con la maglia amaranto non lo vedremo più. Ha 30 anni e un quinquennale col Bologna da 2 milioni a stagione. Speriamo di affrontarlo tante volte da avversario, vorrebbe dire che il Livorno è ancora in serie A. Ne sarebbe felice anche lui. Avversario, ma in fondo uno di noi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
