Il Tirreno

Livorno

«Quel pallone nella rete per me è stata la luce»

di Fabrizio Pucci
«Quel pallone nella rete per me è stata la luce»

Siligardi in gol a 232 giorni dall’infortunio: «Una gioia inutile, sono arrabbiato Non potevamo perdere questa partita, ma ora ripartiamo. E io sono pronto»

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LIVORNO. Signore e signori diamo il bentornato a Luca Siligardi da Campagnola! Il bomber c'è. Il bomber ha segnato il suo primo gol in serie A e la soddisfazione, sua e nostra, non può essere disciolta nell'amaro di una sconfitta ingiusta come solo l'imprevedibilità del calcio può partorire. A freddo, questo ragazzo introverso, che però a Livorno ha trovato la sua dimensione umana oltre che calcistica, ha ancora lo stato d'animo sospeso. Da una parte è rammaricato per lo scivolone casalingo, dall'altra è felice perché 232 giorni dopo l'infortunio di Spezia, ha aperto la finestra e si è gustato il primo sole d'autunno. E lo ha fatto a modo suo: con il sinistro che ha incenerito Da Costa. Una sassata rabbiosa che ha piegato le mani al portiere della Samp e ha regalato la grande illusione ai diecimila dell'Ardenza. Al minuto 92 di una partita stregata 'Sili' si è gettato definitivamente alle spalle il periodo più buio di una carriera assai promettente e che può, deve ripartire da quella corsa verso la Curva Nord.

Luca, da dove cominciamo? Dalla gioia o dall'amarezza?

«Da quest'ultima perché nella scala di valori metto prima i risultati della squadra rispetto ai successi personali. Questo è il segreto dei nostri successi. E' il credo di ogni giocatore del Livorno. Che strano il calcio. Un minuto prima eravamo felici e pensavamo addirittura di vincerla e in un attimo tutto ci è sfuggito di mano. Che peccato».

In effetti se esiste un modo sanguinoso per perdere, abbiamo scelto il peggiore. Quella con la Samp è una sconfitta che fa molto male...

«Sì, perché avevamo preso il pareggio in extremis e quello sarebbe stato il risultato più giusto. A dirla tutta, per la verità avremmo meritato anche qualcosa in più. E in serie A anche il punticino fa comodo. Il guaio è che siamo incappati in qualche piccola distrazione che si è rivelata fatale. Adesso abbiamo tre partite che devono portare più punti possibile. Certo, quella con la Samp non andava persa, ma ormai c'è ben poco da fare ».

E ora dobbiamo metabolizzare la sconfitta e ricominciare quasi come se nulla fosse accaduto..

«Assolutamente sì. Qui nessuno vuole fermarsi. Non è arrivato il risultato, ma la prestazione è stata positiva. La strada intrapresa è quella giusta. Questa consapevolezza è il punto dal quale dobbiamo ripartire. Tutti insieme e con animo sereno, senza far ci prendere dallo sconforto anche perché la nostra classifica è buona ".

Apriamo il capitolo-Siligardi. Sei entrato nel contesto di una partita bloccata perché gli avversari facevano mucchio dietro e hai piazzato l'unghiata vincente...

«Sì. L'approccio è stato positivo, ma ho solo cercato di dare una mano ai miei compagni. Ho segnato il primo gol in serie A. Quello era un momento che aspettavo da tanto tempo».

Un gol dal sapore intenso perché è arrivato sette mesi e mezzo dopo l'infortunio. Sensazioni?

«Hai presente la luce? Ecco. Quando ho visto il pallone dentro è come se in un attimo fossi uscito dal tunnel in cui ero entrato quel sabato pomeriggio a Spezia. Il buio adesso è un ricordo».

Possiamo dire che il Livorno domenica ha fatto un altro acquisto?

«In un certo senso sì perché spero che il gol sia l'inizio di una stagione importante per me e per il Livorno. Sai, quando un attaccante segna si trasforma. Tutto cambia. Ora spero di tornare protagonista piano piano perché la condizione non è ancora al top».

Luca, sai bene che dopo un infortunio è decisiva la guarigione clinica, ma è fondamentale anche quella psicologica. Anche da questo punto di vista ti senti a posto?

«Sì. Anche domenica sono entrato bene in partita. Non ho paura. Gioco con convinzione. Insomma sto bene. Come ho detto prima, il tunnel è alle mie spalle».

Il primo gol in serie A merita una dedica particolare. Avanti...

«A tante persone. A tutte quelle che mi sono state vicine nel momento più difficile, quello immediatamente successivo all'infortunio, e nei lungo periodo della riabilitazione. Penso alla mia famiglia, alla mia fidanzata Giulia e al mio procuratore Galli. E poi ai miei amici. Senza di loro la risalita sarebbe stata molto più dura. Mi piace l'idea di condividere con loro l'emozione di domenica scorsa».

L'anno scorso la serie B ti andava strettissima. Adesso sei in serie A: hai notato differenza? Hai riscontrato maggiori difficoltà?

«Sinceramente no. E i tifosi del Livorno sanno perfettamente che non sono presuntuoso. Il mio non è un ragionamento esclusivamente tecnico.

Prendiamo la partita di domenica: i punti di riferimento sono sempre gli stessi La nostra squadra, il gruppo sono quelli dell'anno scorso. I tifosi e il nostro stadio mi dànno la stessa carica di sempre. Insomma mi è sembrato di rivivere la magia della passata stagione. E certe cose restano Sai, ho un sogno nel cassetto...»

Quale?

«Mi piacerebbe avere la definitiva consacrazione proprio qui a Livorno e con questa maglia perché sono riconoscente a questa società e mi sento amato dai tifosi amaranto».

Siligardi passa e chiude. Domenica è in programma la trasferta a Bologna. Lui, prima di approdare qui, è transitato come una meteora nel firmamento rossoblu. E ora che il suo mancino è tornato ad essere incandescente fiuta il gol dell'ex. Bentornato, bomber!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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