La protesta
Tesi Group si sveglia tardi e rinvia il primo successo
Vana rincorsa nell’ultimo tempino, Avellino aveva un vantaggio troppo alto Illude una bomba di Gibson ma i tiratori irpini alla fine fanno la differenza
PISTOIA. La tripla di Kyle Gibson a un minuto e mezzo dalla fine fa esplodere il palazzetto: -5 da una Sidigas che era stata in vantaggio anche di 24 punti. Ma la rincorsa (peraltro agevolata da una Sidigas che nel quarto tempino ha sbagliato molto, soprattutto da tre) è iniziata tardi e Avellino fa sua la gara, lasciando Pistoia ancora a zero punti dopo due turni.
Alla prima casalinga in serie A, la Tesi Group non ha mai dato l’impressione di poter far sua la partita. Forse ha pagata cara l’emozione, di sicuro schemi offensivi ancora troppo macchinosi, giocatori a digiuno di basket italiano e un’amalgama tutta da costruire. La scorsa stagione è stata l’arma vincente della Tesi. Moretti è un maestro in questo: plasmare giocatori anche di non primissimo livello, infondere lo spirito di sacrificio e il senso di appartenenza che portano a dare quel qualcosa in più necessario a vincere battaglie come quella di ieri sera.
Avellino, reduce dalla sconfitta casalinga inattesa contro Pesaro (una delle “candidate” alla lotta per la salvezza) ha schierato alla fine anche Ivanov, bulgaro dalla fisicità imponente che sotto canestro ha creato scompiglio tra i giocatori biancorossi. Ivanov era in forse fino a due giorni prima della partita. È stato uno dei migliori dei suoi, insieme a Thomas e Richardson, che insieme a Cavaliero ha perforato la retina della Tesi con bombe di precisione millimetrica, che hanno smorzato ogni tentativo di rimonta biancorossa.
Un PalaCarrara da tutto esaurito (3400 biglietti staccati, quota mille abbonamenti superata in settimana) ha accolto la squadra di Moretti con una coreografia mozzafiato: “1999-2013, scusate il ritardo” con riferimento all’ultima stagione di Pistoia in serie A dell’Olimpia basket. Accompagnata in terra toscana da una cinquantina di tifosi la Sidigas Avellino di Francesco “Frank” Vitucci.
Prima del via la famiglia di Matteo Bertolazzi, il capitano della promozione in LegaDue del 2007, stroncato dalla leucemia il mese scorso a soli 34 anni, ha ritirato una targa donata dal Pistoia Basket, e la maglia numero 7. Quella con cui giocava “Teo”. Moretti schiera Meini in regia, Washington, Johnson, Daniel e Gibson. Wanamaker parte dalla panchina, e anche Giacomo Galanda, che giocherà solo 9 minuti. Ma di qualità, convincenti, come a Cantù. La Tesi è contratta, e Avellino si porta in 5’ sul 2-12. Washington e Galanda ricuciono lo strappo (7 punti per l’americano nei primi minuti) e il primo tempino si chiude 15-19 per gli ospiti.
Palla recuperata da Cortese a inizio secondo quarto. Passaggio a Daniel e schiacciata spettacolare di “Hair”, che illude i tifosi. Invece Avellino infila tre bombe in sequenza e scappa via sul +10 (19-29 al 13’). Buon parziale di Pistoia, che sempre con Cortese, Washington e Gibson si riavvicina fino a -3 (29-32 al 16’), ma nel finale del tempo affonda dopo i falli di Bozzetto e Meini e il tecnico a Moretti.
Dopo il riposo lungo, la Tesi è sotto di 13 punti, la carica del PalaCarrara è più forte che mai, eppure non basta, con una squadra ancora troppo sfilacciata che non trova la reazione d’orgoglio avuta in Lombardia. Dopo 4’ Avellino è a +19, con una schiacciata irridente di Richardson, e vola a +24 con Thomas al 26’ (43-67). Finalmente ecco una reazione d’orgoglio, con Washington e Johnson che costruiscono un controparziale di 8/0, ma per ribaltare il 51-68 negli ultimi 10’ serve un piccolo miracolo. La Sidigas cerca di addormentare il gioco e si limita ai tiri da tre (con meno precisione) la Tesi si riporta sotto fino al 68-76 (recupero palla di Cortese e schiacciata di Washington). Alla tripla di Gibson il PalaCarrara esplode. È un’illusione: Gibson, Washington e Johnson escono per 5 falli e Avellino riallunga ai liberi. Vittoria rimandata, ora la Tesi è attesa da due trasferte ostiche a Sassari e Milano.
Tiziana Gori
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