Gioco
Così no. Che beffa povero Livorno
Domina la Samp, rimonta al 92’ ma affonda al 95’. Altri due penalty contro gli amaranto
LIVORNO. E' finita al grido "ladri ladri" mentre quelli della Samp uscivano dal campo. In parte è vero: 2 rigori, 2 tiri in porta (i rigori appunto…), 36% di possesso palla, 26% di presenza nella metàcampo del Livorno, un gioco da brividi, eppure la squadra di Delio Rossi si è presa i 3 punti. In parte però la colpa è anche del Livorno che tra il 47' (minuto dell'1-1 di Siligardi) e il 50' (minuto del rigore di Pozzi) ha perso la bussola: era stato raggiunto un pareggio che valeva oro, un mezzo miracolo, bisognava mettersi tranquilli a lasciar scorrere gli ultimi minuti, non andare ancora all'assalto a testa bassa. Che sia stato un eccesso di generosità non ci piove, per questo nessuno getta la croce addosso ai ragazzi: un errore da polli ma non da presuntuosi, che sarebbe stato molto peggio.
Che rabbia. La sconfitta fa male anche perché di fronte c'era una Sampdoria quasi allo sbando. Se loro sono questi, vanno poco lontano. Il Livorno invece ha gettato nel cestino la prima occasione di un ciclo molto importante (ora ci sono Bologna, Torino e Atalanta) ed è un peccato perché la squadra ha fatto gioco, ha lottato, si è dannata, nonostante una sfida tutta in salita visto il vantaggio della Samp dopo neanche 20 minuti.
Chi ha visto la partita non può avere dubbi: già il pareggio sarebbe stato stretto al Livorno. Questo significa che il Livorno può giocarsi la salvezza, obiettivo che pure per molti era una missione impossibile. Ed è da qui che bisogna ripartire, senza musi lunghi. Certe “musate” fanno parte del processo di crescita: ieri il Livorno è partito con 3 nazionali under 21 in campo (Bardi, Benassi e Ceccherini) più Duncan (20 anni), e strada facendo ha debuttato Borja (20 anni).
Poi è chiaro che ci sono stati degli errori, anche gravi. Abbiamo già detto della gestione ingenua degli ultimi minuti, parleremo poi del rigore provocato da Duncan. Purtroppo non ha funzionato più di tanto l'esperimento del giovane Benassi in mezzo, mentre Emeghara si conferma un cavallo pazzo che come tutti i puledri non domati magari viaggia a velocità doppia degli altri ma rompe lo steccato invece di imboccare l'uscita. E peccato che stavolta abbia steccato anche Paulinho, fermo restando che lui è il primo mattone sul quale dovremo costruire la salvezza.
Duncan a sinistra. Dicevamo di Duncan. È stato l'esperimento del giorno, la novità di Davide Nicola. Non possono bastare 90' per disegnare il futuro di questa idea, ci sono state note negative e note positive. L'errore sul rigore di De Silvestri è solare, classico di uno abituato a fare il mediano piuttosto che il marcatore. In più Duncan fa fatica quando deve rientrare per il cross di destro. E' anche vero che Duncan, tra tutti gli esterni sinistri provati sino a oggi (ovvero Gemiti e Mbaye), è stato quello più nel vivo dell'azione. Avrà toccato 100 palloni. Va inquadrato tatticamente, è chiaro, però è più "fattore" rispetto a Mbaye, ragazzo che nasce difensore o al massimo esterno di destra.
Rigori e dubbi.. Bisogna essere onesti. Ma onesti sino in fondo. E allora diciamo due cose.
1) I rigori c’erano entrambi, ingenui quanto si vuole ma si potevano fischiare.
2) A parti invertite, ovvero in casa della Samp e dopo che al Livorno avevano già fischiato un rigore, state sicuri che al 95’ non avrebbero mai fischiato un secondo rigore contro la Sampdoria. E ci potete mettere la mano sul fuoco.
Sili-gol. Chiudiamo con la nota lieta della giornata: il gol di Luca Siligardi. Il primo da quel maledetto 2 marzo, dunque da 7 mesi e 18 giorni fa, quando il ginocchio fece crac.
Ha segnato alla sua maniera. Primo passo micidiale, sinistro secco, mani del portiere piegate e gol. E per poco dopo un paio di minuti non si è ripetuto. Nicola lo sta gestendo con sapienza. Sarà il nostro acquisto più importante.
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