Gioco
«Ho detto no al Genoa, scelgo Livorno»
Il ds Stefano Capozucca svela i retroscena della trattativa. E per domenica sceglie il jolly: «Punto su Leandro Greco»
LIVORNO. Stefano Capozucca, finalmente si ricomincia. Da 8 punti e una fisionomia tattica ben definita. Insomma il Livorno c'è…
«Decisamente. Il cammino dei nostri ragazzi è stato positivo. Anzi. A dirla tutta ci manca pure qualcosa perché a Verona non perdemmo per nostre responsabilità, ma a causa di un arbitraggio infelice che ci penalizzò. La sconfitta di Napoli invece poteva essere messa nel conto. Dispiace perché in quella circostanza abbiamo commesso errori che hanno aggravato il passivo. E questo ha imposto alcune riflessioni a Nicola che è un allenatore acuto e attento. Sono però convinto che quei quattro gol incassati al San Paolo ci serviranno da lezione. Certi rovesci, a lungo andare, producono effetti benefici».
Domenica arriva la Samp. Possiamo considerarlo uno scontro diretto o pensa che alla lunga, visto il loro valore tecnico, i blucerchiati abbandoneranno la zona retrocessione?
«La Sampdoria dispone di un organico importante, tuttavia la classifica dice che ha solo tre punti e tanto basta: per me quello di domenica è uno scontro diretto in chiave salvezza. Se vinciamo li mandiamo a otto punti da noi, una distanza notevole. Per noi sarebbe ossigeno puro».
Le difficoltà della Samp, amplificano i meriti del Livorno che invece naviga in acque tranquille…
«Esatto. I loro tre punti, se rapportati al valore della squadra in mano a Delio Rossi, sono davvero pochi. Il nostro impatto con la serie A è stato decisamente più soft. Comunque sia, prepariamoci a vivere una domenica intensa con le orecchie sintonizzate anche su ciò che accade sugli altri campi».
Significa che ha già iniziato a guardare i risultati delle dirette concorrenti? Ma non è presto per farlo?
«Assolutamente no. Date uno sguardo al programma delle partite di questa ottava giornata: oltre alla nostra ci sono Sassuolo-Bologna e Genoa-Chievo. Sono sfide salvezza. Credo che dopo questa domenica la classifica acquisirà un volto più chiaro. I valori iniziano a definirsi e noi dobbiamo prenderci questi tre punti che sono già pesanti».
Direttore, ha fatto il nome del Genoa. A fine settembre Preziosi l'ha richiamata al capezzale del Grifone, ma lei ha preferito restare a Livorno. La piazza ha apprezzato la sua decisione, ma che cosa l'ha spinta a declinare quell'offerta?
«Premessa: sono molto legato all'ambiente rossoblù. Però io sono un uomo da una parola sola che quando prende un impegno lo rispetta e lo porta in fondo. Sto lavorando per un presidente importante e serio come Spinelli. Ho sposato il suo progetto e non intendo abbandonarlo anche se il Genoa, innegabilmente, esercita un grande fascino su di me».
Torniamo su Livorno-Samp. Quando si torna a giocare dopo una sosta, le prima partita, è sempre un punto interrogativo. La preoccupa questa considerazione?
«No, perché noi abbiamo un allenatore molto preparato come Nicola. Sono convinto che in questi giorni ha studiato con la massima attenzione il nostro avversario. Lo stesso avrà fatto anche Rossi che è un tecnico di alto livello. Credo che assisteremo a una partita a scacchi. Sul piano tattico, infatti Davide e Delio non sono secondi a nessuno».
Su chi punta domenica?
"Su Leandro Greco. È un giocatore di grande talento e ha voglia di tornare ad alti livelli. E per farlo ha scelto il Livorno. Nell'ultimo periodo il suo rendimento è stato leggermente inferiore alle sue potenzialità che sono indiscutibili, ma credo che da domenica tornerà ad essere lui. Mi aspetto grandi cose da questo ragazzo».
In effetti dopo tanti giocatori che hanno rifiutato il Livorno, è bene sottolineare come Greco abbia spinto per la soluzione amaranto al punto da rescindere il contratto con l'Olimpiacos…
«È così. E solo per questo merita la stima di tutti. Ma il Livorno non è solo Leandro Greco. Lo dico senza retorica, ma sono stato colpito dall'armonia e dalla sintonia che regnano in questo gruppo composto da ragazzi serissimi. Anche i nuovi arrivati sono splendidi. E' davvero difficile non affezionarsi a questa squadra».
Forse è anche per questi valori umani così rari nel calcio che è rimasto a Livorno?
«Senza dubbio. Qui ci sono persone che stanno bene insieme e certe cose contano. Eccome».
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