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Don Bosco, dalle sconfitte si impara sempre

Don Bosco, dalle sconfitte si impara sempre

A Cecina uno stop amaro nonostante Gigena. È mancato soprattutto l’apporto della panchina

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LIVORNO. Perdere a Cecina ci può stare, specie a inizio campionato e con i meccanismi non ancora testati al meglio. Ma è pur vero che, per come si era messa la partita, la sconfitta patita domenica sera dal Don Bosco al PalaPoggetti assume un sapore abbastanza amaro. Vena polemica? Assolutamente no.

Perdere a Cecina ci può stare, e probabilmente tra qualche mese l’epilogo sarebbe stato diverso. Perché non ci scordiamo che l’esperienza la si apprende sul campo, solo ed esclusivamente sul campo. È una virtù che subentra in corsa, di partita in partita, di stagione in stagione. E allora ecco che la giovanissima squadra di Andrea Da Prato (composta per 6 decimi da elementi Under 19 più il poker Sanguinetti, Gigena, Malfatti e Lemmi) non vede l’ora di tuffarsi a capofitto nel prossimo derby in programma tra 5 giorni contro il Golfo Piombino degli ex Iardella e Cunico, questa volta al PalaMacchia (palla a due alle 18).

Ma torniamo alla battaglia, persa, in quel di Cecina: decisivo si è rivelato un blackout nel cuore della ripresa, a cavallo tra il terzo e l’ultimo periodo, con il Don Bosco capace però di rimettersi in carreggiata a circa 120 secondi dalla sirena sfruttando tutto l’orgoglio del mondo e il mestiere di Mario Gigena in versione cecchino da 3 punti (3/6), autore di 23 punti. Una sontuosa reazione, vanificata dal ritorno di Cecina sospinta da un pubblico caloroso e messo in partita nel momento cruciale dai movimenti spalle a canestro di Capitanelli e dalla verve di Rischia (20 punti uscendo dalla panchina).

Episodi a parte, vedi in particolare le due triple di Sollitto sputate dal ferro con Livorno sotto di 1, la prova di Benvenuti e compagni non potrebbe che essere valutata in maniera positiva, sia sotto l’aspetto dell’approccio (ottimo, condito da un autentico dominio sotto le plance) che delle statistiche, a cominciare appunto dai 23 di Gigena, dai 16 di Mazzantini (solido con 6/10 dal campo e 5 carambole), ma anche dall’apporto di Jack Sanguinetti in cabina di regia con 6 assist e 9 rimbalzi.

Unico neo, se proprio vogliamo andare a scovare l’ago nel pagliaio, lo scarso fatturato dei componenti della panchina (solo 4 punti sui 71 totali). Tuttavia piangere sul latte versato serve a poco o niente, anzi. A niente proprio. E da stamani il mirino sarà spostato sul Golfo Piombino: la rabbia è tanta, e aumenterà nel corso della settimana. Iardella e soci sono avvertiti.(an. ma.)

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di Redazione web