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Livorno

Bechi e Dell’Agnello quando Livorno vince... in trasferta

di Andrea Masini
Bechi e Dell’Agnello quando Livorno vince... in trasferta

Basket: è partita la serie A e i due coach di casa nostra hanno subito esaltato le qualità di Pesaro e Bologna

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LIVORNO. A Livorno, di basket, ce ne intendiamo. È appurato, ce lo riconoscono in molti, che siamo fatti per la palla a spicchi. E con la prima giornata del campionato di serie A, versione Beko 2013/2014, anche il giudice supremo parquet lo ha confermato. Scorrete la homepage della Lega, ne vedrete delle belle. Oppure chiedete a Sandro Dell’Agnello e Luca Bechi, rispettivamente capi allenatori di Victoria Libertas Pesaro e Granarolo Bologna.

Sorpresa ad Avellino. Se vogliamo, il risultato del Pala Del Mauro ha davvero dell’incredibile (77-80): Pesaro, infatti, non è certo la principale candidata alla conquista dello scudetto, e dopo 36 anni pure il marchio Scavolini ha deciso di mettersi da parte; tuttavia l’entusiasmo trasmesso dal Sandrokan labronico, privo di Traini (out sei mesi a causa della rottura del legamento crociato anteriore) e Pecile (in panchina solo per onor di firma), ha permesso alla Victoria di sbancare un fortino infernale: «L’aver riproposto in partita quanto di buono seminato durante la settimana è stato determinante - ha commentato raggiante alle colonne del Corriere Adriatico -. Avellino nel terzo periodo ci ha messo in notevole difficoltà, ma i ragazzi sono riusciti a mantenere alta la concentrazione e a portare a casa i due punti; rispetto a tante altre squadre pecchiamo in termini di centimetri e di stazza, dettaglio che però lascia spazio al nostro dinamismo. Trasolini e Amici? Non c’è male, soprattutto il secondo bravo a prendere fiducia con due jump facili e poi a rimanere in controllo».

Bentornata Granarolo. Scrosci di applausi anche a Casalecchio di Reno, teatro del debutto vittorioso dalla Virtus Bologna al cospetto della quotatissima Sassari (98-88); un match che la squadra di Bechi ha spezzato nella terza frazione stampando un break di 33-16, in attesa di gestire il resto con incredibile maturità: «Sembrerà un paradosso - ha dichiarato a basketinside.com - ma l’abbiamo vinta in difesa. Nel momento del bisogno siamo stati bravi a dare quel qualcosa in più e l’atteggiamento difensivo è cambiato disturbando le comunicazioni tra gli esterni sassaresi. La forza della Dinamo la conosciamo tutti e quindi sapevamo di dover sbagliare poco o niente. E alla resa dei conti, anche guardando i parziali, credo che la Virtus abbia meritato la vittoria; nello spogliatoio però ho insistito molto coi ragazzi sul fatto che si tratta di una singola gioia e che dovremo esprimerci a tale livello per 29 partite e in ogni allenamento. Guardiamo avanti con buone sensazioni, il gruppo sta crescendo ed è consapevole che c’è ancora tanto da lavorare e i margini di miglioramento enormi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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