Gioco
Terreni e Santini, una felicità anche per loro
Baby pugili: se la Toscana è arrivata seconda ai Giochi della Gioventù fra i Canguri li deve ringraziare
LIVORNO. A qualche giorno dal trionfo nella prova a coppie, nella categoria Canguri, dei Giochi della Gioventù nazionali di pugilato, per Michele Terreni e Emanuele Santini, felicità e contentezza sono ancora di piena attualità. D'altronde c'è da capirli. Vincere fa sempre piacere, ma farlo nella propria città, ha un sapore del tutto speciale. «Quando lo speaker ha pronunciato i nostri nomi come primi classificati non ci credevamo. A farci capire che avevamo veramente vinto è stato il boato del pubblico. Essere lassù sul podio con tanta gente che applaudiva è stato bellissimo. Difficilmente ci dimenticheremo di quei momenti e anche di tutto il resto», le parole grondanti di emozione e quasi all'unisono dei due baby pugili, della gloriosa Apl.
Dodici le primavere compiute, il 13 febbraio 2001, per Michele Terreni e da festeggiare tra un mesetto (il 15 novembre) per Emanuele Santini, i due splendidi campioncini negli ultimi tre anni hanno fatto sportiva quasi parallela, allenandosi con serietà e impegno, all'Apl, sotto la guida del responsabile regionale dei GdG Gianluca Urbani e del grande Luca Tassi. Entrambi i piccoli pugili, non ci vuole molto a immaginarlo, sognano un futuro tra le sedici corde, non dimenticando però lo studio e tenendo gli occhi spalancati sul mondo. «Sfondare nel pugilato è difficile. La concorrenza è tanta e ci vuole anche fortuna. Noi siamo già contenti di questo successo». Per questo, i due bambini, con lungimiranza hanno già previsto cammini, sui sentieri della vita, alternativi. «Come mestiere mi piacerebbe fare il farmacista. E' un bel lavoro e c'è la possibilità di stare a contatto con la gente e dare anche consigli», le parole di Emanuele. «Io, invece, vorrei fare il medico. E' una professione bellissima perché puoi aiutare le persone che non godono di buona salute. Capisco che per riuscirci dovrò studiare molto. Se però vuoi raggiungere un obiettivo non devi fermarti di fronte alle prime difficoltà», la replica di Michele.
Mario Orsini
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