Gioco
Libertas, una vittoria per aumentare l’autostima Coach Pardini: «La metto tra i miei ricordi più belli»
LIVORNO. D'accordo, mancava Mario Boni. Ma il successo della Libertas a Monsummano è uno di quelli che possono cambiare le prospettive di una stagione. D'accordo, una rondine non fa primavera. Ma...
LIVORNO. D'accordo, mancava Mario Boni. Ma il successo della Libertas a Monsummano è uno di quelli che possono cambiare le prospettive di una stagione. D'accordo, una rondine non fa primavera. Ma debuttare da ripescata sul campo di quella che a detta di tutti gli addetti ai lavori avrebbe già la promozione in tasca e tornarsene a Livorno col referto rosa, è qualcosa in più dei due punti in classifica. D'accordo, siamo solo alla prima giornata. Ma una vittoria del genere aumenta l'autostima, cementa il gruppo, insomma è un piccolo tesoro.
«La metto fra i miei ricordi più belli – commenta coach Pardini quasi commosso per la prestazione dei suoi - perchè i ragazzi sono stati splendidi a non mollare nemmeno quando eravamo sotto di 10 a non molto dalla fine su un campo considerato impossibile. Sarebbe stato quasi fisiologico pensare di aver svolto il compitino e tirare i remi in barca». Vittoria del gruppo, come sempre avviene in questi casi ma con due acuti da segnalare. Dell'Agnello che esce dalla panchina sul – 10 e riapre la gara con un paio di incursioni da guastatore e poi l'incredibile prestazione balistica di Stolfi, uno che quando entra “on fire” vede solo e esclusivamente il canestro, chiunque ci sia davanti. Per lui 9 punti (su 25 totali), negli ultimi 80 secondi, tre triple in tre azioni consecutive, una delle quali da 9 metri a ammutolire il folto pubblico di casa, quasi incredulo.
E alla fine i complimenti di Mario Boni, uno che di tiratori un pochino se ne intende. «Sono andato da mio padre, che da sempre è il mio primo tifoso – racconta Stolfi il giorno dopo – e gli ho detto che ora, dopo che ho incassato i complimenti di una leggenda del basket come Boni, potrei anche smettere di giocare.....» Nemmeno per sogno, dopo partite come questa verrebbe voglia di non smettere mai.
Francesco Parducci
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