Gioco
«Non mi fascio la testa Il Livorno ci ha provato»
Nicola: la squadra c’è, hanno deciso gli episodi e quel primo gol paradossale Benitez onesto: fortunati a trovare il gol subito, per noi è stato tutto più facile
Non era nei suoi panni Davide Nicola. Sembrava soffocare in quella divisa ufficiale, giacca (presto volata) e camicia bianca, lui che ama vivere le partite con tuta e scarpe coi tacchetti. Avrà pensato di essere fuori partita, un po' come il suo Livorno. Inevitabile partite dal gol subito dopo 3' in contropiede. Inimmaginabile.
«Paradossale, è vero perché puoi aspettarti tutto ma non di prendere incassare una rete così dopo una manciata di minuti».
Errore tattico, di disposizione in campo, o altro?
«E' stato un lungo contropiede, secondo me c'era anche la possibilità di intervenire prima bloccando Mertens, ma di questo parleremo coi ragazzi quando rivedremo la partita. Certo non è una situazione che mi è piaciuta e che ha semplificato la nostra domenica».
Il 4-0 è pasantuccio.
«Non mi arrampico sugli specchi perché quando perdi 4-0 puoi solo prendere atto della situazione e cercare di capire i tuoi errori per migliorare. Detto questo, nel primo tempo la squadra mi era piaciuta abbastanza e sotto il profilo della costruzione del gioco non eravamo stati inferiori al Napoli».
Ma loro l'hanno buttata dentro: 2 tiri e 2 gol in 45'.
«Sì, alla resa dei conti la differenza del primo tempo sta lì. Del primo gol abbiamo già parlato, sul secondo Bardi è stato ingannato dal tiro di Inler e poteva sicuramente essere più efficace. Poi sul 2-0, nella ripresa, è intervenuta la maggiore qualità tecnica del Napoli, abbiamo anche provato a disegnare un Livorno più offensivo ma non c'è stato niente da fare».
Come mai Emerson in panchina?
«La scorsa settimana, a Verona, avevamo visto un Rinaudo molto brillante. E poi c'era la sensazione che, avendo giocato nel Napoli e in questo stadio, avesse anche motivazioni superiori. Non è certo una bocciatura per Emerson, così come non credo che sia stata questa scelta a determinare il risultato».
Il cambio di Greco è stato dettato da motivi fisici o tattici?
«E' stata una scelta tattica. Sul 2-0 ho provato a cambiare un po' le carte in tavola, ho messo dentro anche Siligardi e poi Belingheri».
Tornando indietro, cambieresti qualcosa?
«No, sono venuto a Napoli per giocarmela e lo rifarei. Difficilmente possiamo illuderci di restare in serie A se pensiamo soltanto a difenderci. Non mi fascio la testa dopo questa sconfitta, il mio Livorno c'è».
La tattica di Benitez. Molto onesto Rafa Benitez. «Stavolta siamo stati fortunati. Perché il gol di Pandev è arrivato su un episodio, uno strano contropiede. E ci ha semplificato la vita, perché il Livorno è stato costretto ad avanzare il baricentro del proprio gioco lasciandoci degli spazi importanti.La partita l'avevo preparata in modo molto offensivo, volevo che la squadra aggredisse il Livorno dai primi minuti. Non so se sarebbe stato così facile se non fosse arrivato quel gol di Pandev».
100 tifosi. Nel piccolo spicchio riservato ai tifosi ospiti c'erano anche 100 livornesi, fedelissimi, arrivati con i pullman del club Porto-Nastasio e del Magnozzi (una gita di tre giorni). Il gol di Pandev ha subito gelato le loro speranze, tutti hanno continuato ad incitare la squadra ma nel secondo tempo è calato un velo di rassegnazione. Comunque alla fine non sono mancati gli applausi ai giocatori amaranto. E questo feeling squadra-tifosi andrà mantenuto e reso sempre più solido.
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