Gioco
La Signora manda a casa il Milan
Juve, rimonta e riscatto. I rossoneri sprofondano a -13 dalla vetta e salutano lo scudetto
TORINO. Il Milan decimato dalle assenze all’inizio si illude, per un’ora gioca alla pari e alla fine resta aggrappato alla partita anche in dieci; ma il verdetto dello Juventus Stadium non concede appello: la squadra di Allegri - curioso un suo diverbio finale col concittadino Chiellini a proposito del presunto pugno di Mexes al difensore bianconero - perde e sprofonda a meno 13 dalla vetta e a meno 11 dalla Signora e dal Napoli.
Come dire che per i rossoneri il campionato è già finito, per il secondo anno di fila. Non è una notizia, e certamente con la sosta il Milan recupererà tutti o quasi gli assenti e saprà presto riportarsi in posizioni più consone e decorose, ma lo scudetto è già andato dopo poco più di un mese e l’unico traguardo stagionale resta una Champions nella quale finora Balotelli&c hanno quasi sempre stentato. Brutta situazione per Allegri, che d’altra parte con l’organico che ha avuto finora ha fatto il possibile. La Juventus vince con merito, soprattutto perché non si fa mettere in crisi dal gol-lampo di Muntari, recupera in fretta e poi cerca con molta più determinazione i tre punti. Non è la Juve dei tempi belli, ma un ritrovato Pirlo, un buon Marchisio, un Chiellini guerriero come sempre e soprattutto i due cambi operati da Conte nel secondo tempo (Pogba e Giovinco) alla fine hanno prodotto il break e raggiunto il sospirato scopo. Rimonta e riscatto, perlomeno sul piano della grinta e del risultato; la Juve tiene il passo rapido di Roma e Napoli aspettando tempi migliori e gli scontri diretti; e intanto elimina subito un’avversaria comunque pericolosa. I conti, insomma, tornano.
Si comincia con Conte che rinuncia a Pogba e in attacco, privo di Vucinic, schiera Quagliarella al fianco di Tevez; nel Milan, squalificato Balotelli, il tandem offensivo è formato da Robinho e dall’ex Matri. Diciannove secondi e il risultato si sblocca: sul destro di Nocerino, abbondantemente largo, Muntari allunga il destro e batte Buffon, 0-1 praticamente al pronti-via. Sarebbe una mazzata per tutti, non per la Juve che costringe immediatamente il Milan alle corde, tempestando di conclusioni Abbiati. Il 32 rossonero, dopo un destro alto di Quagliarella, si esalta su Asamoah e Chiellini. Al 15’, però, Abbiati non è abbastanza reattivo sulla punizione, forte ma centrale, di Pirlo. Il portiere ci mette la mano, ma riesce soltanto a deviare: 1-1. La furia bianconera non si arresta, ci provano Bonucci e Vidal ma senza fortuna. Poi il Milan comincia a mettere la testa fuori dal guscio, Bonucci rischia il rosso su Robinho (arriva il giallo), mentre al 26’ Zapata costringe Buffon in angolo dalla distanza. Gara equilibrata, si va negli spogliatoi sull’1-1, giusto così.
La ripresa non si apre con il botto come nel primo tempo, ma con il presunto pugno (al 5’) di Mexes a Chiellini: ma il gioco continua e al 7’ è Buffon a salvarsi in angolo dopo la conclusione di Robinho su assist di Matri. Entra Pogba per Padoin e la Juve che pareva appannata riguadagna campo e iniziativa, Abbiati viene graziato un paio di volte da Asamoah. Poco dopo Conte butta dentro Giovinco e la svolta si materializza subito: gran gol di agilità e potenza della “Formica”, poi il cartellino rosso che era nell’aria a Mexes (ma semmai lo meritava prima, non quando glielo sventola Rocchi) e infine un eurogol al volo - di destro! - di Chiellini che raccoglie il pallone respinto dalla traversa su un’altra magica punizione di Pirlo. Tutto nel giro di dieci minuti scarsi, il Milan è ko. L’orgoglio rossonero riapre il match al 90’ con Muntari, ma è solo un’illusione.
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