Il Tirreno

Livorno

Il Pontedera vince a Pisa e va in fuga

di Paolo Falconi e Antonio Scuglia
Il Pontedera vince a Pisa e va in fuga

Impresa dei granata che espugnano l’Arena al 93’ con un missile di Bartolomei, nerazzurri infuriati con l’arbitro

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PISA. Toccata e fuga in re minore direbbe Johann Sebastian Bach. Ma il re, in questo caso, non è una nota musicale ma un regnante in piena regola: il Pontedera.

Che a Pisa ha “toccato” l’Arena Garibaldi senza timori riverenziali e ha iniziato la fuga nel girone B di Prima divisione.

Una sinfonia bella e buona quella granata, ritmata dalle mani tambureggianti sui cristalli divisori del campo da parte del gruppo di tifosi al siluro a tempo scaduto di Paolo Bartolomei. Vittoria come denaro sonante.

Un primo tempo alla grande del Pontedera, macchiato solo dal rigore fallito da Grassi. Un secondo tempo di attesa (con qualche rischio) per poi colpire e tornarsene a casa con in tasca la vittoria che è quasi un Bond alla banca della C1.

E il Pisa? E’ infuriato per tre episodi interpretati sfavorevolmente dall’arbitro D’Angelo. tanto che alla fine il presidente Battini non si presenta in sala stampa.

Le proteste pisane partono dal primo gol. Grande azione di Arrighini che serve Pezzi in area a destra, Pugliesi respinge il suo tiro e anche il tap-in di Di Noia: sulla verticale della linea di porta secondo il guardalinee Hager, dentro secondo l’arbitro. Inutili le lamentale, benchè suffragate, in serata, dal fermo immagine diffuso dal Pisa.

Poco dopo Arma pareggia i conti: riceve in area direttamente su rimessa laterale di Martella, controlla di petto e mette giù infilando il pallone alle spalle di Ricci.

Al 32’ rigore per i granata, ma ogni protesta è fuori luogo: il folletto Arrighini entra in area sulla destra e punta il fondo, Kosnic lo sgambetta. Dagli undici metri Grassi spiazza Pugliesi, ma il suo sinistro a incrociare termina di poco a lato.

Il Pontedera va un po’in crisi per il contraccolpo, e al 37’ rischia grosso: un tiro di Sampietro dal limite incoccia nel braccio di un difensore, il Pisa chiede il penalty ma D’Angelo non lo concede.

Si va al riposo poco dopo l’infortunio di Vettori, sostituito da Bartolomei (inizialmente in panchina per un acciacco) che poi sarà il match winner. Un gran bel primo tempo, con diverse occasioni da rete per entrambe le squadre.

Nella ripresa i ritmi calano. Ma dopo soli 40 secondi dall’avvio arriva l’ultimo episodio sul quale il Pisa recrimina fortemente. Giovinco entra in area e, al momento del tiro, subisce una carica e va giù: per i nerazzurri sarebbe rigore, per l’arbitro è simulazione, con giallo all’attaccante ed espulsione di Pagliari per proteste.

Qualche altra bella giocata si vedrà: il pubblico dell’Arena ammira la combattività del Pisa e i movimenti senza palla del Pontedera, una macchina davvero oliatissima.

Però le due squadre iniziano a pensare che uscire dal campo senza una sconfitta sul groppone non è poi così male. Iniziano le pause, la stanchezza, i crampi. Fino al 48’. Ovvero fino al momento in cui Sampietro mette giù Settembrini sulla trequarti e Bartolomei lascia partire un missile terra-aria che sorprende un Pugliesi sino allora perfetto.

Festa Pontedera, delusione Pisa (ma le due tifoserie applaudono i rispettivi beniamini) e un paio di flash comunque piacevoli per tutti: le centinaia di bambini delle scuole calcio gratis sugli spalti e i gruppo di giovani della provincia che tornano insieme a piedi verso la stazione, con le bandiere nerazzurre e granata, di nuovo amici dopo 90 minuti di sana rivalità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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