Il Tirreno

Livorno

la ciclomaratona piÙ famosa al mondo

Cinquemila Eroici, è stato un record

Cinquemila Eroici, è stato un record

Al via tante donne. In sella anche Moser, Gimondi, Bitossi e Zabel

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Edizione numero 17 con qualche patema d'animo per gli organizzatori dell'Eroica, la ciclomaratona non competitiva più famosa al mondo, che dopo i tuoni, fulmini e l'acqua a catinelle della terrificante vigilia con conseguente esondazione dei fiumi Ombrone e Malena, hanno ritrovato il sorriso ieri giorno con un meteo assai più favorevole. Così a prendere il via da Gaiole in Chianti, dalle 5 del mattino in poi, sono stati ben 5025 "Eroici" che si sono cimentati con il consueto entusiasmo sui quattro percorsi previsti di 38, 75, 135 e 205 km.

Due i record stabiliti da questa edizione dell'incomparabile cicloturistica sulle Strade Bianche del Chianti senese: la presenza più alta di donne al via, il 12% dei partecipanti e di stranieri, il 34% provenienti da 39 Paesi in rappresentanza dei cinque i continenti. Un risultato che inorgoglisce il collaudato staff composto da Giancarlo Brocci, Furio Giannini e Claudio Marinangeli anche perché, nel 2014, sono alle viste due importanti appuntamenti a carattere internazionale. Il 22 maggio si svolgerà la seconda edizione dell'Eroica Japan, mentre dal 20 al 22 giugno toccherà alla neonata Eroica Britannia. L'Eroica "tradizionale" tornerà invece il 5 ottobre del prossimo anno.

Molto numerosi, come sempre, sono stati i campioni del ciclismo di ieri e di oggi che si sono cimentati sullo sterrato senese. Tra i più applauditi Francesco Moser, Felice Gimondi, che ha indossato la maglia iridata conquistata sul traguardo del mondiale'73 a Barcellona battendo Maertens e Ocana, Franco Bitossi ed il tedesco Erik Zabel. Tra i partenti anche Moreno Moser, nipote di zio Francesco, pro dal 2012 e reduce da un'annata 2013 da dimenticare nella quale ha vinto soltanto, a marzo, la Strade Bianche professionistica con arrivo a Siena. A Gaiole il promettente pupillo della famiglia Moser è arrivato a braccia alzate e applauditissimo dal pubblico, una magra consolazione per un talento come lui.

Stefano Fiori

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