Il Tirreno

Livorno

Tifosi, Spinelli, Nicola «Con questo tridente resteremo in serie A»

di Alessandro Bernini
Tifosi, Spinelli, Nicola «Con questo tridente resteremo in serie A»

L’analisi del ds Elio Signorelli. «6-7 squadre al nostro livello Punto su Siligardi che crescerà ancora e occhio ai giovani»

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LIVORNO. Un viaggio a Torino, taccuino e penna. Elio Signorelli ieri era è andato a vedere Juventus-Galatasaray di Next Generations, una sorta di Champions delle squadre Primavera. «Non esiste un futuro se non si ha un quadro sempre preciso sui giovani».

Partiamo dal presente: 6 partite, 8 punti.

«Bene, no? Al via del campionato sentivo un po’ di timore sul fatto che la squadra fosse competitiva. Invece siamo partiti col piede giusto. In questo momento abbiamo i tre ingredienti giusti per la ricetta che può portarci alla salvezza».

Primo ingrediente.

«I tifosi. Ormai conosco bene la piazza e i livornesi, le nostre peggiori stagioni sono coincise con i momenti di distacco o scarso feeling tra squadra e tifosi. Adesso vedo un bell’ambiente, alla gente piace questo Livorno che combatte, con giocatori che non tirano mai indietro la gamba. È una squadra molto “livornese”. E il sostegno di tutto lo stadio, e in particolare della curva, ci regala ulteriore compattezza».

Secondo ingrediente.

«Aldo Spinelli. Ha mantenuto la promessa di tornare in serie A in 3 anni e ha costruito una squadra all’altezza. Con Spinelli è garantito il presente e il futuro, questo è fondamentale in un calcio dove si sale e si scompare nel giro di 2-3 anni. E poi lo vedo molto carico, entusiasta di questo Livorno».

Terzo ingrediente.

«Davide Nicola. È un ragazzo preparato, umile, gran lavoratore. Lui crede nei suoi ragazzi e la squadra lo segue in tutto e per tutto. È un punto a nostro vantaggio rispetto ad altre squadre».

A proposito di altre squadre. Domenica eri a vedere Sassuolo-Lazio.

«Esatto. Ero rimasto stupito dal punto conquistato dal Sassuolo a Napoli, volevo vederlo da vicino».

Impressione?

«Con gli ultimi acquisti sono più affidabili. Ma devo dire che la Lazio non mi ha convinto molto».

Hai già visto diverse avversarie dirette del Livorno.

«Sì, più di una».

Con chi ci giochiamo la salvezza?

«Sassuolo, Catania, Sampdoria, Torino, Verona e Chievo secondo me sono al nostro livello».

Dicono sia un campionato spaccato in due. D’accordo?

«No. Secondo me soltanto Roma, Juventus, Fiorentina, Napoli e forse Milan vinceranno il 90% delle partite contro le medio-piccole. Nelle altre partite può succedere tutto».

Scegli un giocatore del Livorno sul quale puntare.

«Dico Siligardi perché lo portai a Livorno tra un po’ di diffidenza, invece è un ragazzo e un giocatore con i fiocchi. Ha subito un grave infortunio, adesso sta ritrovando il ritmo-partita ma ha bisogno di ancora un po’ di tempo. Ma vedrete, ci darà una grossa mano».

Abbiamo molti giovani, qualcuno già protagonista, altri che non hanno ancora trovato spazio.

«Lavorare con i giovani non è mai facile. Anche perché tutti gli allenatori, forse giustamente, puntano sui loro 12-13 uomini visto che devono raggiungere obiettivi forti, come per noi la permanenza in serie A. E se un giovane gioca poco, quando poi va in campo non può darti il 100% del suo valore. Comunque noi ne abbiamo di già pronti e protagonisti, basti vedere cosa sta facendo Ceccherini».

Si è parlato molto del tuo rapporto con Perotti e soprattutto Capozucca. Frizioni?

«Belinate, come direbbe il nostro presidente. Tra noi non c’è alcun tipo di problema, lavoriamo per il bene del Livorno e ci sentiamo quotidianamente. La società si sta dando una nuova dimensione, più solida, tutti hanno il loro ruolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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