Gioco
Il rebus Biagianti, ma può farcela
Ieri si è allenato a parte con Gemiti, per Napoli c’è ottimismo. Si propone Kharja ma il dg Perotti chiude la porta
LIVORNO. Smaltita l'amarezza per l'immeritata sconfitta di Verona, ieri la squadra è tornata ad allenarsi in vista della dura trasferta in casa del Napoli. Ieri sera i partenopei sono stati impegnati nella seconda giornata del girone di qualificazione di Champions all'Emirates Stadium con l'Arsenal e c'è la speranza che abbiano dissipato preziose energie psicofisiche che potrebbero mancare domenica pomeriggio al San Paolo.
Il quadro. Davide Nicola, ovviamente è lontanissimo da questo tipo di ragionamento-gufata. Il tecnico ragazzino ha ripreso a lavorare con la consueta attenzione e non si cura di certe dinamiche. Ieri non ha calcato la mano. In settimana ci sarà tempo e modo per mettere sotto pressione i ragazzi. Così ha fatto svolgere al gruppo una seduta leggera: defatigante per chi ha giocato domenica, quasi canonica per chi ha fatto da spettatore a Verona. Oggi in programma Invece c'è un doppio allenamento.
Sotto osservazione. Si sono allenati a parte Marco Biagianti e Giuseppe Gemiti, entrambi alle prese con un fastidio muscolare. L'ex catanese non gioca una partita intera dal 15 settembre, proprio con la sua ex squadra. A Genova alzò bandiera bianca dopo circa 20’ e le sfide con Cagliari e Verona le ha viste rispettivamente dalla tribuna e in tv. È ancora più recente l'infortunio del tedesco, costretto a fermarsi alla vigilia della partenza per il Bentegodi. Oggi le loro condizioni saranno valutate con attenzione. Le sollecitazioni a cui saranno sottoposti nel doppio allenamento diraderanno le nubi circa una loro eventuale convocazione per la gara del San Paolo.
Lo staff medico ha monitorato anche Paulinho che domenica era salito a bordo del pullman con destinazione Livorno applicandosi del ghiaccio sugli adduttori doloranti per un lieve allungamento accusato nel finale di partita. La presenza del 'gaucho' a Napoli non dovrebbe essere in discussione.
Alchimie tattiche. Al di là dei malanni dei singoli giocatori e dalla difficoltà oggettiva della partita in casa degli azzurri di Benitez, in previsione c'è la curiosità di capire se Davide Nicola riproporrà al San Paolo il disegno tattico presentato al Bentegodi con Emerson sistemato davanti alla difesa e Rinaudo dietro a fungere da torre di controllo. Ovviamente le valutazioni non possono essere così superficiali. Tanto per cominciare c'è da fare i conti con le caratteristiche del Napoli che sono diverse da quelle dei gialloblù di Mandorlini.
Tuttavia resta fermo il fatto che domenica scorsa l'esperimento è riuscito e a questo punto la fisionomia del Livorno potrebbe rimanere invariata, magari con Greco leggermente più schiacciato sulla linea dei centrocampisti e chiamato a svolgere un duro lavoro di raccordo e di sacrificio.
Nicola ha ancora molti giorni a disposizione per sciogliere questo nodo.
I desideri di Kharja. Negli ultimi giorni è tornato a proporsi al Livorno il centrocampista franco-marocchino Houssine Kharja, attualmente svincolato dopo l'esperienza all'Al Arabi. Il giocatore ex Siena, già la scorsa estate aveva manifestato il desiderio di venire a giocare nel Livorno su suggerimento del suo procuratore Accardi che intrattiene ottimi rapporti con la dirigenza amaranto visto che qui ci sono già due suoi giocatori: M'Baye e Rinaudo. Interpellato sulla questione, il direttore generale Perotti ci ha scherzato su: «Finalmente, dopo tanti giocatori che hanno rifiutato il Livorno, ce n'è uno disposto a venire da noi! Detto questo, però, il nostro gruppo è al completo e non ci sono margini per un eventuale tesseramento di Kharja».
Una risposta saggia e scontata. Siamo all'inizio di ottobre, il rendimento della squadra è ottimo e andare a cercare chissà chi sarebbe pure irriguardoso nei confronti di quanti stanno tirando la carretta da due mesi e mezzo. In caso di necessità, se Kharja sarà ancora libero (a metà settembre sembrava a un passo dal Werder Brema ) se ne potrebbe parlare a gennaio. Non prima.
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