Gioco
«Troppo mosci in avvio, così non va»
Mister Pagliuca vuole più grinta: «Immotivata sofferenza nella fase finale»
RICCIONE. Felice per i tre punti che lo avvicinano alla vetta, ma insoddisfatto della prestazione. E’ questo lo stato d’animo di Guido Pagliuca che un quarto d’ora dopo la fine della partita sbuca dal ventre dello stadio Italo Nicoletti di Riccione per le interviste di rito. Contro una formazione imbottita di under e alle prese con problemi societari la Lucchese doveva assolutamente vincere. La missione è compiuta, ma al tecnico di Cecina non è piaciuto l’atteggiamento della squadra nella prima parte del match e dopo il gol del vantaggio: «Siamo scesi in campo mosci e soltanto dopo aver preso uno schiaffo abbiamo reagito iniziando a giocare. Così non va bene. Non si può regalare un gol agli avversari per poi essere costretti a inseguire. Di fronte avevamo una formazione giovane e inesperta che l’ha messa sul piano dell’aggressività e del pressing. Ma se commettiamo certe ingenuità contro squadre più quadrate poi è più difficile rimettersi in carreggiata. Quando ci siamo decisi a giocare la differenza si è vista e abbiamo ribaltato la partita. Nel finale però abbiamo sofferto un po’ troppo per i miei gusti abbassando il baricentro e facendoli avanzare. Io mi sbracciavo e invitavo la squadra a salire e a tener palla davanti. Invece abbiamo rinculato troppo e in quelle circostanze da un tiro sporco, da una spizzata, da un rimpallo può arrivare il gol che ti beffa. Avete visto Casapieri? Anche stavolta ci ha messo una pezza anche se pareggiare qui sarebbe stato come perdere. Cosa è successo? Probabilmente ci è presa la paura di vincere. Non deve più accadere. Ai ragazzi però voglio fare i complimenti per l’applicazione e la generosità. Serve però contro chiunque anche con l’ultima in classifica grande umiltà e massima serenità». La punta non è arrivata, ma almeno la società l’ha accontentato affiancandogli come secondo il tecnico della Juniores Stefano Fracassi che ha bagnato il suo debutto con un’espulsione.
«L’arbitro l’ha visto in piedi per la seconda volta dopo averlo già redarguito e l’ha buttato fuori. Mi dispiace con lui sono in simbiosi. E’ prezioso e fondamentale per frenare la mia irruenza. E’ in grado di placcarmi come un giocatore di rugby ed è un ragazzo serio e competente».
Sulla sponda opposta arriva serio Arturo Di Napoli, ex bomber di A e B che nel 2007 segnò due gol alla Lucchese: «Peccato perché il pari avrebbe rispecchiato meglio l’andamento della gara. Nella prima mezz’ora i ragazzi sono stati fantastici e hanno finalizzato al meglio l’unica occasione concessaci. Non sono abituato a piangermi addosso».(l.t.)
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