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Troppa Russia per la giovane Italia

Troppa Russia per la giovane Italia

Europei di volley, nulla da fare in finale. Ma è un argento di grande spessore

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COPENHAGEN. E’ stato bello sognare, ma probabilmente è presto per arrampicarsi sul tetto d’Europa.

L'Italia della pallavolo si inchina ai campioni olimpici della Russia nella finale dei campionati Europei in Danimarca,ma esce a testa alta da un torneo difficile e che ha mostrato come la giovane e rinnovatissima squadra guidata da Mario Berruto sia pronta per le sfide ad alto livello che l'aspettano al Mondiale e, in prospettiva, alle Olimpiadi di Rio 2016. La Russia si è imposta con il puynteggio di tre set a uno (25-20, 25-22, 22-25, 25-7 i parziali) ma non senza soffrire contro gli azzurri, che speravano di agguantare un titolo che manca dal 2005 ma che invece si devono accontentare della quarta medaglia d'argento della storia della pallavolo italiana, la seconda consecutiva, che va ad aggiungersi a quelle del 1991, 2001 e 2011.

Quando però il gruppo azzurro oggi lascerà la Danimarca con la medaglia d'argento al collo lo farà con la consapevolezza di aver disputato un'altra ottima stagione durante la quale ha già vinto un bronzo nella Final Six di World League e che per giunta si è presentata alla rassegna continentale con una squadra composta da otto esordienti, con un'età media di 25 anni e mezzo e, ancora una volta, ringiovanita rispetto alla stagione precedente. Il rammarico per la seconda sconfitta consecutiva negli Europei rimane, ma c'è anche la consapevolezza che la strada intrapresa è quella giusta e che ancora qualcosa separa il gruppo italiano da avversari come la Russia, in questo momento è la più forte formazione al mondo. Probabilmente sarebbe stata necessaria la partita perfetta per battere una squadra che in questa stagione aveva già conquistato la World League, ma così non è stato. La Russia ha cominciato forte, approfittando ancora di un'altro avvio poco incisivo degli azzurri e sfruttando al massimo le sue qualità. Nella seconda frazione il diesel Italia ha cominciato a funzionare e il set è stato combattuto quasi punto a punto, grazie sopratutto a Vettori, ma alla fine il 2-0 è stato inevitabile. A creare problemi, oltre alla strapotenza degli avversari, è stato anche l'impianto di illuminazione dello stadio di Copenaghen, che ha imposto due interruzioni. Sull'orlo del baratro, come è stata quasi una costante in questo torneo, l'Italia ha rialzato la testa e nonostante qualche errore di troppo è riuscita a conquistare la terza frazione. La stanchezza, la tensione e il valore della Russia a quel punto hanno avuto la meglio sulla voglia di combattere dell'Italia, che si è arresa. Lasciando comunque una grande impressione, anche per i margini di crescita, davvero enormi, dei suoi giovanissimi talenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web