Gioco
Super Marquez, ma è guerra in casa Honda
Sesto successo per il leader del motomondiale però la caduta di Pedrosa scatena polemiche. E Valentino risale sul podio
Il sesto trionfo di Marc Marquez rischia di non essere il più bello della stagione. La direzione di gara, infatti, ha deciso di analizzare la caduta di Dani Pedrosa scaturita da un lievissimo contatto proprio con il vincitore della gara di Aragon. Nella collisione, un cavo di un sensore per il controllo di trazione che si trova sul forcellone della Honda di Pedrosa, a quanto pare, è stato tranciato dalla moto di Marquez e questo ha innescato l'high side che ha lasciato il pilota spagnolo a terra al sesto giro della gara.
«Il contatto è stato veramente piccolo - ha detto Marquez - uno di quelli che ci possono essere quando guidi vicino a qualcuno, cose già successe in gara tra di noi anche a Misano, per esempio. Non potevo sapere di aver creato dei danni alla moto di Pedrosa».
L'episodio, in effetti, non ha lo stesso tasso di 'cattiveria’ di quello che vide protagonista lo stesso Marquez del Gran Premio di Spagna a Jerez, quando ci fu con Lorenzo una sportellata all'ultima curva della corsa.
«Ero dietro - ha detto Valentino Rossi - ho visto che Marquez è arrivato largo, ma non ho visto il contatto, certo non farà piacere a Dani». E Pedrosa infatti non è contento per niente.
Portato al centro medico per un dolore al ginocchio, il compagno di squadra di Marquez ha lasciato i medici visibilmente alterato. La caduta di ieri lo toglie dalla lotta per il titolo. «Marc guida molto al limite quando ha dei piloti davanti, mi ha toccato e mi ha rotto il sensore del controllo di trazione e per questo sono caduto. Marc anche in passato ha sempre guidato molto aggressivamente e non sempre siamo riusciti a limitarlo. Sia io che Lorenzo sappiamo correre aggressivamente, ma non sempre tutto vale».
La guerra, insomma, è tutta in casa Honda. Marquez, infatti, appresa la notizia che dal box di Pedrosa, che è anche il suo, si era iniziato a puntare il dito verso di lui, è parso molto indispettito. «Una cosa simile non è mai successa - ha detto il pilota - rompere un cavo è difficilissimo, c'è stato un contatto come tanti, ma non era mia intenzione far cadere Dani. Se lui poi pensa che io stia guidando oltre il limite, mi dispiace ma questo è il mio stile di guida e io mi sento sicuro quando guido così. Parlerò con Pedrosa, abbiamo un buon rapporto ed è importante che tra compagni di squadra si vada d'accordo».
Intanto Jorge Lorenzo, secondo dietro a Marquez, non nasconde di sentirsi scivolare il titolo mondiale dalla moto. «Peccato per il secondo posto, perchè adesso per il titolo tutto si fa più difficile».
Poi l’attuale campione in carica analizza il Gran premio di Aragon nel dettaglio: «La nostra unica opzione era andare via e lo abbiamo fatto, ma Marquez era semplicemente più veloce. Quando mi ha preso e ho chiuso il gas per salvare un po’ più di energie, lui ha provato ad andare via e io ero due-tre decimi più lento», ammette Lorenzo.
Sullo strapotere della Honda (e di Marquez) interviene anche Valentino Rossi. «La mia moto con il cambio seamless è migliorata, ma la Honda ha ancora qualcosa in più, soprattutto di motore in uscita di curva e in frenata in entrata. Adesso però se guardo la telemetria sono quasi uguale a Lorenzo».
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