Gioco
Mammetti mette la firma sui tre punti
Montemurlo, contro il Civita Castellana per i locali una vittoria di misura (1-0)
MONTEMURLO. Buona la quinta. Dopo tre pareggi e una sconfitta, il JollyMontemurlo trova la prima vittoria in serie D contro il Flaminia Civitacastellana. Un successo nel segno del pragmatismo, tatticamente ben preparato da mister Settesoldi (con il cambio del modulo in corsa dal 4-3-3 al 4-2-3-1) e messo in atto da una difesa solida e da un attaccante, Mammetti, che dopo il gol di domenica scorsa a Gualdo è riuscito a ripetersi anche davanti al suo pubblico.
Sin dall’inizio gli ordini, per i lanieri, sono chiari: far giocare gli avversari e cercare punirli al primo passo falso. Il piano dà subito i suoi primi frutti. I laziali fanno possesso palla senza mai affondare, mentre Mammetti impensierisce il portiere ospite alla prima vera azione.
È il 10': il numero 9 del Jolly si libera di tre avversari e calcia a lato di un soffio. Otto minuti più tardi stesso copione: dopo un buon possesso palla, gli ospiti sbagliano in difesa; Ghidotti ne approfitta e Greco, per non lasciarlo andare in porta, è costretto ad atterrarlo in area: rigore indiscutibile.
Dal dischetto va Mammetti che però si fa ipnotizzare da Nasti, e il primo tempo finisce praticamente su questo episodio.
Nella ripresa il Jolly cambia tattica, dal 4-3-3 a un più offensivo 4-2-3-1, ma non strategia: si aspetta e si riparte, in attesa del guizzo giusto.
Gli ospiti intanto ci provano con una bella punizione di Olivieri ben parata da Paoletti, ma è dei locali l’occasione più ghiotta: al15', sempre da un errore difensivo, Filippi smarca in area Capecchi. Il numero 11 locale però non trova la porta, complice anche la posizione defilata, e il pubblico montemurlese si mangia le mani, ignaro che il colpo del ko è solo rimandato di dieci minuti.
Al 70', su un cross del neoentrato Fabbri, Mammetti realizza uno splendido gol in tuffo di testa, mettendo il sigillo sui tre punti e riscattando l'errore dal dischetto. Di lì alla fine gli ospiti non saranno mai pericolosi.
Gianmarco Mei
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