Il Tirreno

Livorno

Lo Squalo da nove Visconti eroico Pozzato mai visto

di Aldo Della Nina
Lo Squalo da nove Visconti eroico Pozzato mai visto

Ulissi frenato dalla caduta, Scarponi brillante in salita E che sgarbo di Valverde a Purito: i due si detestano

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di Aldo Della Nina

INVIATO A FIRENZE

9 NIBALI

Ha dimostrato di essere il più forte, al di là del suo tallone d'Achille, lo sprint. Sarebbe stato da dieci pieno se non si fosse staccato in discesa nell'attacco sferrato da Purito Rodriguez.

Ma il siculo-toscano resta di gran lunga il migliore degli azzurri. Forza, temperamento, senso della squadra. Di più non poteva fare. Fantastico.

8 VISCONTI

Due giri a tutta, con una gamba esplosiva. Quando Nibali è caduto sembrava la nostra unica risorsa. Poi il capitano è rientrato ed ha frenato il ritmo. Andare all'arrivo con quarantacinque chilometri di vento in faccia sarebbe stato troppo, un'impresa disumana ma ha dimostrato di essere un ottimo corridore.

Ragazzi, aveva una pedalata...

6,5 ULISSI

Frenato dalla caduta. Forse senza quella avrebbe potuto dare di più ma è riuscito ugualmente a mettersi al servizio della Nazionale. Dopo aver spinto scende di bici e va ai box. Un talentino che sta crescendo. Il futuro è suo.

7 SCARPONI

Cade, riparte, rincorre. Poi allunga il gruppo con quell'attacco sull'ultimo passaggio nella salita di Fiesole.

Era tutto previsto. Nibali capisce e sfrutta la scia. Poi, purtroppo, la corsa non andrà come previsto ma la tattica era giusta. Il solito generoso che non tradisce mai.

4. POZZATO

Mai visto. Non essendo scattato il piano B, quello che doveva vedere in gioco lui, è rimasto praticamente nel mezzo alla pancia del gruppo. Ma uno scattino per portare un mattoncino alla causa poteva farlo. Invece niente. Inesistente. .

7 PAOLINI

Non gli piace essere chiamato regista ma quello ha fatto. E anche bene, almeno fino a quando non è caduto facendo forse saltare tutti i piani.

Nelle battute conclusive uno con la sua esperienza avrebbe spostato. Peccato.

6,5 NOCENTINI

Insieme a Vanotti è l'unico degli azzurri a non cadere. E già questo è un merito. Doveva faticare e lo ha fatto. Poi inevitabile il ritiro. Generoso. E leale come al solito.

6,5 VANOTTI

Vale il discorso fatto sopra. Un gregarione di ferro che Nibali ha voluto a tutti i costi in azzurro. La fatica è il suo mestiere. All'insegna dell'umiltà.

6 SANTAROMITA

Il primo a lasciare. Botta alla gamba sinistra dopo una caduta, imprecazioni e rimpianti. La prima volta in azzurro poteva andare molto meglio. Alla prossima.

9 RUI COSTA

Bravo ma tante grazie Valverde. Il portoghese era un outsider della vigilia e alla fine ha lasciato il segno.

Uno dei mondiali più difficili (per il fattore climatico) degli ultimi anni consacra un corridore che ha alle spalle anche due Giri di Svizzera e tre tappe al Tour.

E che ha dimostrato di essere forte e scaltro.

7,5 RODRIGUEZ

Le lacrime sul podio, la certezza di aver buttato via una grande occasione. Tradito da Valverde? Probabilmente sì anche se nella Spagna hanno fatto quadrato difendendo entrambi. E i rapporti tra i due, nel gruppo

è cosa nota, non sono proprio da amiconi.

6,5 VALVERDE

Odia Purito, cioè Rodriguez al di là delle dichiarazioni di facciata. Così come Pozzato e Visconti non si possono vedere. Anche questo è ciclismo. Vendicativo.

5 GILBERT

Tutti a dire che avrebbe vinto lui, così come si erano messe le cose nel corso della giornata, invece anche il campionissimo belga è andato incontro a un vero e proprio fallimento. Le scrollate di Nibali e Rodriguez sulle salite di Fiesole e via Salviati lo hanno mandato in tilt e si è defilato dalla lotta per le posizioni che contano. Deludente.

5 CANCELLARA

Mai pervenuto. Arriva con mezzo minuto di ritardo. Voleva festeggiare il suo primo titolo mondiale in linea. Appuntamento rinviato, anche per Spartacus, uno dei grandi favoriti della vigilia, una giornata anonima, senza acuti di rilievo.

5 SAGAN

Il primo tra i grandi favoriti (lui sesto, Gilbert nono, Cancellara decimo). In salita si spenge e non sa fare la differenza.

8 CT BETTINI

La tattica messa in piedi alla vigilia era quella giusta. Ha messo in piedi una squadra equilibrata e forte. Nibali era il cavallo giusto su cui investire. La sfortuna va messa in conto ma stavolta c'è stato un po' di accanimento. Peccato, perché un podio sarebbe stato il miglio modo di salutare.

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