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Livorno

Indiani sorride: «43 anni di divario...»

Il mister granata esalta i suoi ragazzi. Carboni fa autocritica: un passo indietro

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PONTEDERA. Che compito ingrato ha mister Paolo Indiani: gettare acqua sul fuoco, per tenere tutti con i piedi per terra. «Siamo stati bravi – dice del successo interno con il Benevento – ma anche fortunati».

Poi gli metti davanti la classifica e il ruolo di pompiere diventa un po’ più difficile. «Se me lo avessero detto in agosto – sbotta – non ci avrei scommesso mezz’euro. Noi primi in classifica alla vigilia del derby con il Pisa».

Ma la sua squadra gira a mille. È veloce, ha idee e piedi buoni. «E pensare – dice ancora Paolo Indiani che schieriamo sempre delle formazioni di baby: due turni fa a Salerno la differenza d’età tra i nostri giocatori e quelli degli avversari era di 73 anni. Con il Benevento, c’erano 43 anni di divario, tra noi e loro».

Questo significa che ci sono margini di miglioramento. «Non mettiamoci strane idee in testa – sbotta ancora Paolo Indiani – noi ci siamo dati un obiettivo, che è quello del posto che sarebbe valsa la salvezza, se ci fossero state le retrocessioni, senza avere neppure l’assillo dei playout. Lotteremo per questo».

Ma il gruppo del Pontedera sembra poter ambire a qualcosa di più importante. Il gioco che esprime è piacevole e redditizio. Sugli spalti, ogni domenica, si susseguono osservatori e tecnici di altre formazioni, anche di categorie superiori. «Questa squadra è giovane – sottolinea l’allenatore del Pontedera – cresce di settimana in settimana. Prendiamo Arrighini: in serie D non era neppure costantemente impiegato in prima squadra. Negli ultimi due anni ha fatto passi da gigante in avanti, grazie al suo impegno. E così gli altri. E poi la gioventù ha anche dei vantaggi. Un esempio? La mentalità che la squadra ha avuto dopo il gol del 2-1 segnato dal Benevento ne è una prova. Qualsiasi altra formazione, sapendo che mancano 9 minuti alla fine della gara avrebbe impostato una manovra più difensiva. Invece, loro, hanno messo la palla al centro e in quattro falcate si sono ritrovati davanti al portiere, realizzando il gol che ci ha dato la sicurezza della vittoria».

Il tecnico del Benevento Guido Carboni invece non riesce proprio a essere profeta in patria. Aretino di origine, finoranelle due trasferte in Toscana ha raccolto un bottino magro: un punto a Grosseto e un ko a Pontedera. «Andiamo sempre sotto al primo tiro in porta -spiega l’allenatore - non è facile trovarsi a rimontare. Dopo il 2-1 eravamo rientrati in partita ma il terzo gol del Pontedera ha chiuso ogni discorso. Abbiamo fatto un passo indietro nelle varie situazioni di gioco, non nella prestazione». (e.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web