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Bettini, l’ultima recita? Il Grillo potrebbe lasciare e in pole c’è Amadori

di Stefano Fiori
Bettini, l’ultima recita? Il Grillo potrebbe lasciare e in pole c’è Amadori

Il ct: peccato, pioggia e cadute hanno rovinato i nostri progetti Tra qualche giorno la Federazione dovrà decidere il futuro

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FIRENZE. Lapalissiano il ct Paolo Bettini dopo la conclusione del mondiale fiorentino che ha lasciato i tifosi di ciclismo italiani con l’amaro in bocca: «Siamo stati sfortunati, i miei ragazzi sono stati dei veri leoni e hanno rispettato diligentemente i ruoli che avevo assegnato alla partenza. Purtroppo la pioggia e le cadute ci hanno penalizzato parecchio. Addirittura non pensavo che Vincenzo ce la facesse a ripartire dopo la botta che ha subito, è stato bravissimo a rientrare nel primo gruppo ma quell’inseguimento lo ha poi pagato a caro prezzo, probabilmente, nel finale. Il suo dispendio di energie è stato notevole, purtroppo. Per Luca (Paolini) invece non c’è stato niente da fare ed è un peccato poiché meritava di concludere il suo ultimo mondiale in un modo migliore, a coronamento di una bella carriera ciclistica». Duro invece il giudizio sulla nazionale spagnola: «Non ho proprio capito la tattica degli spagnoli. E’molto meglio avere ottenuto il quarto posto con Nibali che quei due piazzamenti inutili con Rodriguez e Valverde: per come è andata la corsa oggi vale sicuramente di più la nostra medaglia di legno». Con il campionato mondiale in Toscana che se ne va in archivio, restano i dubbi circa il futuro del “grillo” Bettini nel ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo professionisti. Infatti, sono sempre più ricorrenti le voci di corridoio che danno per molto probabile un avvicendamento alla guida degli azzurri e presto potrebbe esserci una doverosa precisazione, con relative comunicazioni da parte della Federciclismo riguardanti un divorzio annunciato. Recentemente era spuntato il nome di Michele Bartoli, ma l’ipotesi appare alquanto improbabile per il fatto che in certi ambienti mal si tollererebbe il perpetuare di questa sorta di dinastia toscana nel ruolo. Abbastanza presumibile potrebbe essere l’effettuazione di un rimpasto all’interno dei ruoli tecnici della Federciclismo, con l’eventuale promozione del ctei dilettanti Marino Amadori o quella di Edoardo Salvoldi, reduce da alcune annate trionfali con la nazionale Elite femminile, proprio quella che – giova ricordarlo – è stata l’unica a inserire una medaglia (di bronzo) nel tristemente e quasi vuoto carniere delle squadre nazionali italiane di ciclismo su strada a questi comunque memorabili campionati mondiali in Toscana. Altri nomi che circolano nell’ambiente sono quelli dell’ex professionista e commentatore della Rai Silvio Martinello, già altre volte inserito nel ruolo di papabile al ruolo di ct e del suo collega Davide Cassani, anche se la candidatura dell’ex ciclista romagnolo appare molto più sfumata. Nell’ambito degli ex-campioni d’antan riecco il nome di Maurizio Fondriest, il campione trentino di Cles Val di Non già iridato tra i Pro a Renaix ma che finora ha riscosso maggiori consensi in campo imprenditoriale che non in quello tecnico-sportivo. Sussurri e grida (di suoi tifosi ed estimatori) vorrebbero inserire tra i candidati anche Francesco Moser, ma qui si potrebbe entrare nel Fantaciclismo, così come riportando il nome dell’ex-tecnico Franco Cribiori.

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