Gioco
Basket: Stolfi pronto a ruggire con la Libertas
LIVORNO. Nella Libertas Liburnia, Jacopo Stolfi, è nato e cresciuto. E oggi ne è un simbolo, fianco a fianco con Francesco Sidoti. Insieme formano un asse importante per la categoria (Dnc, ex C1),...
LIVORNO. Nella Libertas Liburnia, Jacopo Stolfi, è nato e cresciuto. E oggi ne è un simbolo, fianco a fianco con Francesco Sidoti. Insieme formano un asse importante per la categoria (Dnc, ex C1), che abbinato a un roster coperto in ogni ruolo può davvero stupire. E a 10 giorni dall’inizio delle ostilità, Stolfi (tiratore scelto) non vede l’ora di tuffarsi a capofitto nell’esordio a casa della principale indiziata al salto di categoria, la Pall. Monsummano di Mario Boni e dei livornesi, Tempestini e Barontini (sabato 5 ottobre, ore 21.15). Un test duro, durissimo. Forse già un esame di maturità per la creatura di Gabriele Pardini, che ha tutte le intenzioni di camminare a testa alta e operare da mina vagante.
Jacopo, l’inserimento dei nuovi a che punto è?
«Più che buono, la maggior parte (vedi Rizzacasa e Dell’Agnello Tommaso) sono vecchie conoscenze e quindi il legame si è creato da subito, in maniera naturale, e anche Luca Benini non ha avuto alcun problema, al pari di Seminara; ovviamente in campo manca ancora qualcosa a livello d’intesa, dobbiamo studiarci e metabolizzare i giochi».
Quanto è importante avere nel roster uno “zoccolo duro” che conosce nei dettagli il campionato Dnc?
«E’ a dir poco fondamentale, perché da un lato consente di trasmettere subito una determinata mentalità nello spogliatoio, agevolando la creazione del nuovo gruppo, e dall'altro consente a tutti di poter contare su dei punti di riferimento in campo e fuori».
Soddisfatto della pre season fin qua disputata?
«Sì, non c’è male; dopo una fase iniziale in cui abbiamo caricato tanto ed eravamo un po' sulle gambe,abbiamo iniziato a girare sempre meglio; siamo riusciti a tenere testa a formazioni di B2 e a ben figurare con le formazioni di categoria. L'obiettivo è quello di migliorare alcune cose e farsi trovare pronti per l'inizio del campionato,ma le basi ci sono».
Da autentica volpe del parquet avresti preferito giocare al PalaMacchia, piuttosto che alla palestra D’Alesio (ex Gemini)?
«A mio parere è una fortuna, un ambiente raccolto, nonché casa nostra; una cupola con meno storica di via Allende senza dubbio, ma all’interno della quale possiamo far valere davvero il fattore campo».
In definitiva dunque a quali traguardi può ambire questa Libertas?
«Non vogliamo porci limiti e neppure obiettivi: la prima cosa è mettersi in sicurezza ».
Andrea Masini
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