Gioco
Per Laxalt, Cristaldo e Boakye mercoledì da ricordare col gol
LIVORNO. Laxalt, Cristaldo e Boakye. Cosa hanno in comune questi 3 giocatori? Sono stati seguiti dal Livorno durante il mercato estivo e mercoledì sera hanno trovato il gol. Una semplice curiosità,...
LIVORNO. L’amore per il calcio e quello per le navi. Aldo Spinelli si racconta al settimanale “Panorama”, in edicola in questi giorni. «Il calcio si mangia tutti gli utili delle mie aziende – spiega il patron amaranto in un’intervista realizzata da Raffaele Panizza – ma non riesco a smettere. Il pallone ti entra dentro e vendere diventa difficile». 50-60 milioni persi. Aldo Spinelli è proprietario di un’azienda da 200 milioni di fatturato, lo “Spinelli Group”, che possiede un terminal nel porto di Genova. Ed è nel mondo del calcio da 28 anni consecutivi, record condiviso con il presidente del Brescia Luigi Corioni. «In tutto questo tempo – prosegue – ci ho rimesso tra i 50 e i 60 milioni di euro: con quei soldi ci avrei comprato tre terminal al posto di uno e mille camion. Il mio gruista più pagato prende 7mila euro lordi al mese, il calciatore con lo stipendio più alto è Paulinho che ne guadagna 800mila all'anno. I calciatori sono pagati troppo per colpa dei procuratori, che strozzano le società e sono diventati il vero male del calcio italiano. Per non fallire devo ripianare i debiti ogni tre mesi».
Colpa anche di Giraudo: «Da quando è entrato nel calcio le grandi hanno cominciato a prendersi la torta più grossa dei diritti televisivi, falsando per sempre il gioco». No alla tessera. Spinelli parla quindi senza peli sulla lingua di qualche collega: «Squinzi ha investito ma paga un po’ di inesperienza. De Laurentiis è nervoso, a Genova diciamo “gaseu” (gasato, ndr). Lotito è perennemente in cattedra, parla solo lui: arriva alle riunioni con la scorta per fare un po’ di scena. Moratti è invece un gran signore: gli consiglio di non lasciare, senza calcio nella vita manca adrenalina». Poi qualche retroscena: «Tempo fa ho chiamato Moggi per chiedergli una mano per l’acquisto di Calaiò: lo sentono ancora tutti. L’esonero più sbagliato? Donadoni, è stata una delle mie tante belinate. Un difetto di Mazzarri? Quando ha screzi con i giocatori non affronta la situazione e tira in ballo la società: gli piace che gli si levino le castagne dal fuoco». Infine si schiera contro la tessera del tifoso: «La abolirei subito. E mi stupisco che questo governo non l’abbia ancora fatto».
Gianni Tacchi
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