Gioco
Nencioni sale sul tetto d’Italia
Al livornese la corona dopo la bella vittoria contro Marotta
LIVORNO. Livorno festeggia un altro alloro nazionale grazie al lottatore Igor Nencioni che sabato scorso si è aggiudicato il titolo italiano professionisti di MmaMix Martial Arts) Wtka. Nencioni, portacolori della sua palestra lo Sport Combact Club, si è sbarazzato in soli ottanta secondi del temibile avversario Vittorio Marotta di Napoli: all'atleta livornese è stato sufficiente sferrare una serie di pugni e due diretti per piegare la resistenza del partenopeo. Notte magica per Nencioni acclamato dai vecchi amici della Curva Nord amaranto. ma non sono mancate le polemiche: «Stranamente – spiega Nencioni – Marotta non ha accettato la sconfitta e ha cercato di condizionare gli arbitri sostenendo di essere stato messo ko da una ginocchiata al volto, un colpo illegale se sferrato con l'avversario a terra».
Se i giudici avessero dato credito a questa tesi che cosa sarebbe successo?
«Ci sarebbe stato il verdetto di no-contest se la ginocchiata fosse stata giudicata non volontaria. Se invece fosse stata decretata la volontarietà sarei stato squalificato. In realtà, gli arbitri hanno ravvisato la simulazione di Marotta, non ci sono cascati».
Igor, finalmente sei riuscito ad esprimere tutte le tue potenzialità...
«Sì. E sono felice di questo perché in passato non sempre sono riuscito a garantire un rendimento elevato».
Perché?
«Nella mia carriera sono stato sfortunato. Ho avuto molti infortuni anche durante combattimenti importanti e di livello mondiale. Inoltre sono molto emotivo».
A giudicare dalla grinta che metti nella gabbia non si direbbe...
«E invece vi assicuro che è così. Mi è capitato spesso di combattere davanti alla mia gente e ho sempre sentito il peso di dover vincere a tutti i costi. Adesso invece tengo a freno la mia emotività».
Hai dovuto fare un lavoro specifico?
«Sì, e per questo ringrazio il dottor Fuligni. Ho fatto ricorso al training autogeno e contro Marotta, che ha 11 anni meno di me, questo lavoro psicologico ha dato i suoi frutti: nella gabbia ero lucido».
Sul piano tecnico, invece, dove hai vinto il match?
«Nell'ultimo periodo ho affinato la tecnica dei pugni. Ma sono i tanti anni di lotta libera che ho alle spalle a fare la differenza».
E' il momento dei ringraziamenti....
«Sì. A Stefano Lonzi, preziosissimo per le tecniche in piedi. Poi Alessandro Landi per il pugilato e Bernardo Serrini per il grappling e submission. Un abbraccio al presidente dello Sport Combact Club Daniele Angileri, al fisioterapista Alessandro Zaccagna e al massaggiatore Valerio Amicis. Infine mia moglie Francesca Mirabelli che in questi mesi mi ha sopportato. Ora tanto riposo e tempo da dedicare a mia figlia Caterina». (f.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
