Lutto
Opel sposa il Gpl, ora c’è anche l’Adam
Continua l’offensiva della citycar glamour. E il prossimo anno è in arrivo la versione crossover
La piccola di casa Opel, da brava auto glamour, ha sempre più voglia di farsi notare. In tutti i sensi, visto che dal lancio (in marzo) a oggi di Adam ne sono state vendute 50 mila in Europa, di cui oltre 2.500 nel nostro Paese. Ma soprattutto perché a rimpinguare un’offerta orfana (per scelta tecnica, oltre che strategica) del diesel arriva ora la doppia alimentazione benzina/Gpl.
Una scelta coerente con il resto della gamma Opel, che l’opzione del gas la propone già da tempo ai propri clienti su modelli come Astra, Corsa, Meriva, Zafira e Insignia, «anche perché il peso del Gpl sul nostro mercato è di circa il 9%», fanno sapere dal quartier generale di Gm Italia.
Partner dell’operazione è la Landirenzo, fornitrice della componentistica che verrà assemblata dai tecnici della casa tedesca nello stabilimento di Eisenach (su cui recentemente sono stati investiti otto milioni di euro per la verniciatura bicolore delle vetture) e fornita in primo equipaggiamento. Il che significa progettazione dedicata e garantita, così come costi di manutenzione praticamente uguali a quelli del semplice motore a benzina. A tale proposito, l’accoppiamento proposto è quello col motore 1.4 da 87 cavalli, che in questa configurazione arriva a consumare meno di sette litri ogni cento chilometri, contenendo le emissioni di anidride carbonica a 112 grammi per chilometro e facendo risparmiare il 50% della spesa al distributore. Il tutto senza sacrificare l’autonomia (fino 500 km solo a gas, 1.200 utilizzando anche il serbatoio di benzina) e il piacere di guida: la spinta del motore resta fluida ed elastica anche ai bassi regimi, il che consente di sfruttare la proverbiale agilità della Adam in mezzo al traffico.
In pratica la differenza tra i due tipi di alimentazione al volante non si percepisce, perché nella modalità a gas la coppia ha soli cinque newtonmetri in meno (in totale sono 125) e per passare da zero a cento orari ci si impiega l’inezia di tre decimi di secondo in più: valori di cui un automobilista medio non percepisce la differenza. Insomma, sono finiti da un pezzo i tempi dell’auto a gas lenta come una lumaca.
Quello che non finisce, invece, è il piano di rilancio messo in piedi dalla casa di Russelsheim, che dovrebbe portare al ritorno al profitto entro metà decennio (nel primo semestre 2013 le perdite sono state ridotte del 70%) e che prevede fino al 2016 l’arrivo di 23 modelli e 16 nuovi motori. Tra questi, si vociferava tra i saloni del recente salone di Francoforte, l’anno prossimo anche una versione crossover della Adam, derivata dalla concept car Rocks presentata la scorsa primavera a Ginevra. Il progetto è al vaglio del board, e le probabilità di semaforo verde sono ottime visto anche il grado di ricettività del mercato per questo tipo di auto.
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