Gioco
Il derby di Capozucca «A Genova senza paura»
Il ds, 9 anni al Genoa, parla per la prima volta dopo la fine del mercato «Obiettivi centrati, pronti alla battaglia con un grande allenatore come Nicola»
LIVORNO. Quaranta giorni fa nell'ormai famosa conferenza stampa della vigilia di Ferragosto, aveva onestamente ammesso che il mercato del Livorno era bloccato. Adesso, agli sgoccioli dell'estate si coccola la creatura amaranto costruita insieme a Perotti e Signorelli. Oggi Stefano Capozucca è un direttore sportivo felice.
Come cambia la vita in poco di un mese, vero?
«Già. Ma nell'ultimo periodo sono accadute molte cose. Dopo aver incontrato alcune difficoltà inaspettate, siamo riusciti a raggiungere tutti i gli obiettivi che ci eravamo prefissati in relazione al campionato che dobbiamo fare: quello per la permanenza in serie A. Alla resa dei conti ci è sfuggito un solo giocatore».
Chi? Vargas?
«A questo punto è pure inutile fare nomi».
I risultati dicono che la società ha lavorato bene...
«È così. Da parte nostra c'è sempre stata grande onestà intellettuale. Abbiamo chiarito fin dall'inizio l'obiettivo di stagione e nel momento difficile siamo usciti allo scoperto senza raccontare favole. Ma quella dei giocatori che hanno rifiutato il Livorno è una storia chiusa».
Sei punti in tre partite.
«Sì. Ma se devo dirla tutta non è una sorpresa assoluta».
Perché?
«Il motivo è semplice. Il Livorno ha la fortuna di avere un patrimonio dal valore inestimabile».
Si riferisce al parco giocatori?
«Anche, ma soprattutto a Davide Nicola. Lui è il valore aggiunto di questo gruppo. Un ragazzo preparato sotto tutti i punti di vista ed è pure un gran motivatore».
Lo conosce da molto tempo. Quindi il suo giudizio non è campato in aria...
«Ho avuto Davide come giocatore ai tempi della Ternana e ammetto che non pensavo potesse diventare un professionista di così alto livello in panchina”.
Perché?
«Quando era più giovane aveva un carattere un po' particolare anche fuori dal campo».
Adesso invece è un maestro anche nella gestione del gruppo. I giocatori si butterebbero nel fuoco per il loro allenatore...
«È vero. Bravo Davide, ma complimenti anche alla società a cominciare dal presidente che ha messo tutti nella condizione migliore per lavorare e non si è mai messo di traverso».
Veniamo alla stretta attualità. Siamo alla vigilia di Genoa-Livorno. Per lei è una sfida del tutto particolare...
«Certo. Sono stato per nove anni in rossoblù e certe emozioni non si possono dimenticare. Il mio cuore è genoano, ma domani farò il tifo per il Livorno al massimo delle mie possibilità. Di certo non avrò dubbi. Sono un professionista e mi auguro che la nostra squadra possa cogliere un risultato positivo a Marassi. Sarà una partita difficili, loro sono molto carichi, ma anche il Livorno sta lavorando bene. Puntiamo a conquistare un buon risultato per dare continuità a questa piccola serie positiva che ci ha portato nella parte alta della classifica.
Già. Lassù si sta d'incanto, ma...
«Il nostro obiettivo condiviso è la salvezza. Lo ha stabilito la società e i giocatori ne sono pienamente consapevoli. Quindi nessun volo di fantasia: lavoriamo per arrivare almeno quartultimi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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