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Percorso duro a metà Nibali farà la differenza?

di Aldo Della Nina
Percorso duro a metà Nibali farà la differenza?

Mondiali di ciclismo: abbiamo visionato il tracciato, selettivo ma non durissimo e il capitano azzurro può fare centro solo con una fuga da lontano. Le alternative Pozzato e Ulissi - VAI ALLO SPECIALE

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FIRENZE. Visto da vicino, cioè toccato con mano, sembra meno duro del previsto. Siamo andati a visionare il percorso dei prossimi Mondiali di ciclismo, quello di domenica 29 settembre quando scenderanno in strada i professionisti. Numerose le impressioni raccolte. La prima: il tracciato è bello, nervoso, selettivo ma non spezzagambe. Detto che alcuni passaggi sono davvero stupendi (le Mura di Lucca, il grande Pinocchio di Collodi, le Terme del Tettuccio di Montecatini, il San Baronto, Fiesole e il centro storico di Firenze) bisogna aggiungere che le strade dove passerà la corsa iridata sono state tutte riasfaltate. Complimenti alla Regione e alle altre amministrazioni pubbliche coinvolte: hanno fatto un buon lavoro contenendo i costi.

Prova di forza. Manco a dirlo le maggiori attenzioni si sono concentrate sul circuito di Fiesole. Un anello di 16,570 chilometri da ripetere dieci volte. La prima salita che porta in cima alla piazza del municipio è lunga poco più di 4 km ed è pedalabile. Pendenza media del 7%, bazzecole. La discesa è tecnica (abbiamo contanto 12 curve in 5 km) ma non particolarmente impegnativa. A Ponte alla Badia c’è una brusca sterzata a destra per la famosa via Salviati. Una pettata di seicento metri con punte massime al 16 per cento. Poi è di nuovo discesa, un’altra salitella di poco conto e a tutta verso l’arrivo di viale Paoli. È chiaro che molto dipenderà da come verrà interpretata la gara, ma vista così se il capitano azzurro Vincenzo Nibali non va in fuga da lontano è difficile che possa fare la differenza. La conferma indiretta arriva anche da Angelo Zomegnan, presidente del comitato organizzatore e uno che di tracciati se ne intende: «Questo percorso non è paragonabile a Sallanches 1980 né può essere accostato a una Liegi. Siamo un gradino sotto, ma sono certo che ci sarà battaglia e vedremo un grande mondiale».

La carta Pozzato. Il ct Paolo Bettini, che è andato a visionare il percorso più di una volta, si è cautelato con l’alternativa Filippo Pozzato. È il meglio che passa il convento. Il vicentino ha alle spalle una carriera alterna fatta di picchi (Sanremo 2006 e un paio di tappe al Tour) ma anche di vuoti spaventosi. Fatto sta che sulla carta, qualora dovesse scattare il piano B, quello che non prevede la fuga a lunga gittata di Nibali, ci sono almeno tre o quattro elementi molto più quotati di Pozzato per fare centro nel mondiale toscano. Il primo è Peter Sagan, l’estroverso slovacco che ha impostato buona parte della sua stagione sull’appuntamento iridato. Sagan è forte, resistente alla distanza e con lo spunto veloce. Al pari del campione del mondo in carica, il belga Philippe Gilbert. Lo svizzero Fabian Cancellara merita un capitolo a parte: ha meno sprint in volata ma può lasciare tutti sui blocchi con una sparata negli ultimi due-tre chilometri. E poi c’è il norvegese Edvald Boasson Hagen, finora sempre al coperto ma cliente tra i più scomodi su un percorso del genere.

Il giovane Ulissi. La carta a sorpresa in mano a Bettini porta al nome di Diego Ulissi, il più giovane (24 anni) della spedizione azzurra. Il ragazzo di Donoratico è uscito alla grande dalla Vuelta e Michele Bartoli, un altro che di grandi corse di un giorno se ne intende, lo vede più attrezzato di Pozzato per fare centro nel mondiale. In effetti Ulissi è uno che quando si mette in testa una cosa non molla mai la presa. È da verificare su una distanza così lunga (272 chilometri) ma ha talento e faccia tosta. Però sa stare anche alle direttive. E al momento si parte tutti per Nibali.

Ricognizioni. La Nazionale si radunerà domenica a Montecatini e dal giorno successivo sarà in perlustrazione a Firenze e dintorni. Tutto ruota intorno al circuito di Fiesole e alla tattica che verrà scelta. Servirà una gara dura, media alta per fare selezione e lanciare in orbita Nibali negli ultimi 15 chilometri. L’Italia corre in casa e ha i favori del pronostico. Avrà tutti contro. Un problema in più per Bettini e i suoi uomini. Ma l’occasione è mondiale e sarebbe un peccato fallirla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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