Il Tirreno

Livorno

Un po’ di emozione davanti a Cambiasso

di Gianni Tacchi
Un po’ di emozione davanti a Cambiasso

Autografi, foto e qualche lacrima di gioia. «Kuzmanovic il futuro ma anche Alvarez ora è diventato un giocatore»

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C'è Mattia, 10 anni, che conosce il pianeta Inter come l'alfabeto. C'è Gianmarco, ospite della Pinetina per la seconda volta grazie al Tirreno. C'è Filippo, il più piccolo della spedizione con i suoi 6 anni, tradito dall'emozione. Sono soltanto tre dei dieci vincitori del concorso "Vota la promessa", lanciato dal nostro giornale e concluso ieri nel quartier generale della società nerazzurra. Una giornata indimenticabile per questi baby tifosi, che prima hanno assistito all'allenamento dei giocatori e poi incontrato alcuni dei loro idoli, ricevendo autografi e scattando foto da incorniciare in camera.

I 10 fortunati. Alberto Barbini, Alessio Carli, Matteo Chiappara, Filippo Danti, Niccolò Frilli, Gianmarco Giglio, Alessio Maggini, Mattia Mariotti, Leonardo Morelli e Gabriele Sant: ecco i nomi dei fortunati, partiti da Livorno alle 10 con i genitori ed entrati nel primo pomeriggio ad Appiano Gentile. «Guarda Palacio in macchina», grida un bambino mentre l'attaccante argentino sfreccia all'esterno della sala stampa, dove il gruppo attende l'inizio della seduta. «Quello invece è Guarin» dice un altro. Poi tutti sulla tribunetta del campo principale per assistere all'allenamento. «Non vedo l'ora di vedere Milito e Cambiasso» ripetono dalle prime ore del mattino, quando il pullman non è ancora partito e le maglie nerazzurre si nascondono sotto i giacchetti.

Cresce l'attesa. Corsa, stretching ed esercizi con la palla. Poi la partitella 11 contro 11. «Alvarez è proprio bravo - analizza Mattia Mariotti dopo una discesa sulla sinistra dell'argentino - lo scorso anno non era "bono", ora è un bel giocatore». Dopo qualche attimo urla: «Ma un italiano c'è!?». Intanto, sul campo adiacente, spunta un giocatore di colore. È infortunato e lavora a parte, ma nessuno lo riconosce. Tranne Mattia: «È Mudingayi, presto rientrerà». Matteo Chiappara e Gabriele Sant sono soddisfatti «per aver scoperto come lavora in settimana un club professionistico come l'Inter».

Il tempo passa, Kuzmanovic decide la partitella e i nostri ragazzi aspettano di incontrare i loro idoli. Niccolò Frilli è impaziente e ha una rivista in mano: «2010 - L'anno del principe», magazine dedicato a Milito e all'anno del triplete. «Sto aspettando proprio lui - racconta - è il mio idolo e voglio un suo autografo su queste pagine». Si dovrà accontentare di un altro eroe di quella stagione: Cambiasso. Mica male lo stesso.

Foto e autografi. Proprio Cambiasso e Andreolli, subito dopo la seduta, raggiungono i nostri baby tifosi. Foto, autografi, strette di mano e sorrisi. «Che emozione incontrare questi campioni» confessa il 17enne Alessio Maggini, il più grande del gruppo. Poi ecco Mazzarri con il vice Frustalupi: si parla anche del ritorno in A del Livorno nel 2004, opera proprio dell'attuale tecnico nerazzurro. Filippo Danti si emoziona davanti a Cambiasso, ma la sua cresta in stile El Shaarawy non passa inosservata a Mazzarri. Che scherza: «Cosa fai qui con quei capelli?». «Occhio, quella è la cresta di Taider!» risponde il babbo del piccolo.

Poi arriva Ranocchia, quindi Kovacic e Beppe Baresi. Alessio Carli chiede a tutti i giocatori nerazzurri la maglia: niente da fare, non è possibile. «Kovacic è il nostro futuro» è il parere di Alberto Barbini.

Che emozioni. Il ritorno a Livorno è un vortice di emozioni. I dieci fortunati non stanno nella pelle e chiamano mamme, nonne, zie e amici per raccontare la loro giornata. Gianmarco Giglio è alla seconda esperienza in casa Inter grazie al Tirreno, «ma le emozioni sono le stesse - racconta - vinsi questo concorso anche due anni fa: all'epoca incontrai i protagonisti del triplete, da Julio Cesar a Sneijder. Queste giornate sono indimenticabili». Leonardo Morelli riassume le sensazioni di tutti: «Ero e sono emozionatissimo. I giocatori sono stati disponibili, è stata una giornata perfetta. E spero di vivere qualcosa di simile in futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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