Gioco
«Sassuolo e Fiorentina, poi parlerò»
Inter: Mazzarri frena l’euforia. Intanto aspetta Milito e medita cambi tattici
MILANO. Mazzarri ha impresso il suo marchio. Solida, rapida nel ripartire e determinata nelle chiusure l'Inter delle prime tre giornate (un solo gol subìto) sembra già incarnare al meglio lo spirito grintoso e pragmatico del suo tecnico.
L'esame-Juventus è stato superato, sebbene al gol di Icardi qualcuno avesse fatto la bocca al colpaccio. Una gioia durata poco e spenta dal pareggio di Vidal, dopo il quale i padroni di casa hanno rischiato di perdere la bussola: dettagli sui quali Mazzarri dovrà lavorare per completare un'opera che sembra a buon punto. Il tecnico ha avuto la conferma che sul fidato Campagnaro può contare ad occhi chiusi e che anche gli spauriti Ranocchia e Juan Jesus della passata stagione hanno maggiore sicurezza. Rispetto alle precedenti uscite è mancato un po’ l'apporto degli esterni Nagatomo e Jonathan; meglio i centrocampisti centrali, ad eccezione di Guarin; se poi rientra Milito e Icardi manterrà nelle altre partite la media realizzativa contro la Juventus, diventerà più facile passare dal più coperto 3-5-1-1 al classico 3-5-2. Mazzarri vorrebbe infatti arretrare Alvarez sulla linea mediana, dove Taider insidia il posto a Cambiasso e la coppia Guarin-Kovacic sarà in lotta per l'ultima maglia disponibile.
Ma l’insidia vera è forse l’euforia, perché i primi risultati positivi hanno diviso la squadra fra chi traccia già obbiettivi ambiziosi e chi preferisce tacere. Il capostipite della seconda scuola di pensiero è proprio Mazzarri, che aspetta come minimo la trasferta col Sassuolo e lo scontro con la Fiorentina, prima di aprire bocca.
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