Il Tirreno

Livorno

Il solito Livorno a muso duro

di Alessandro Bernini
Il solito Livorno a muso duro

Due gol, due legni, una lettura tattica perfetta: così gli amaranto hanno asfaltato il Catania

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LIVORNO. Analisi matematica: 6 punti in 2 partite, da leccarsi i baffi. Analisi tecnica: squadra che ha ripreso a giocare come lo scorso anno, corta, aggressiva, vogliosa di tenere il pallino, pungente. Analisi storica: l'ultima vittoria in serie A fu contro il Catania il 25 aprile 2010, fateci giocare 8 partite l'anno contro di loro. Analisi emotiva: 11 leoni che combattono, senza paura, siamo orgogliosi di questo Livorno e di chi indossa questa maglia.

Ora prendiamo la classifica e facciamoci un bel poster a colori. Arriveranno i tempi duri perché la serie A è tosta, un muro senza appigli da scalare a mani nude, ma intanto gustiamoci l'attimo. Anche perché questo 2-0 con il Catania è lo specchio di una grande partita, col marchio di un grande attaccante come Paulinho e di un grande allenatore come Nicola.

Il simbolo Rinaudo. Eppure, come simbolo di questa giornata vogliamo scegliere Leandro Rinaudo, giocatore che Nicola ha letteralmente preso dal cestino perché fino a 20 giorni fa era disoccupato, senza uno straccio di squadra e con 6 presenze negli ultimi 3 anni. Bene, Nicola lo ha voluto, ci ha lavorato, lo ha messo dentro nel finale quando c'era da resistere all'assalto del Catania. E Rinaudo d'improvviso è diventato "uno di noi", pure lui colpito da un virus che negli ultimi 450 giorni ha contagiato chiunque si è avvicinato allo spogliatoio del Livorno. Un virus che si chiama "senso di appartenenza". E che spesso ti fa tirare fuori energie che neanche il tuo organismo pensava di avere.

La mossa tattica. Ma anche la lettura della partita è stata perfetta. Contro il 4-3-3 del Catania, Nicola aveva predisposto il suo classico 3-4-1-2 , ma dopo neanche 10' di gioco il tecnico amaranto ha arretrato Greco passando al 3-5-2. Può sembrare un dettaglio, in realtà con questo spostamento di pochi metri il Livorno ha preso il centrocampo, alzando un muro dove si sono schiantati Almiron, Tachtsidis e Plasil. Coperte le fasce con Schiattarella su Castro, e con Mbaye su Barrientos, il Livorno ha tolto aria al Catania e minuto dopo minuto si è preso la partita, esplodendo nella ripresa. Due gol e due legni sono la raccolta della lunga semina.

A muso duro. Il Livorno se l'è giocata a petto in fuori anche perché ha avuto subito un buon impatto sul match. Niente a che fare con quello casalingo contro la Roma. Entrate toste di Emerson, la coppia Greco (strepitoso) e Biagianti sempre in pressing, Luci bravo sia a rompere che a inserirsi nei varchi. Forse solo Mbaye è apparso un po' timoroso quando c'era da spingere, ma è bene ricordarsi che Nicola lo ha piazzato dal lato di Barrientos, uno che quando ti punta può asfaltarti: e in fase difensiva il baby di scuola Inter ha retto alla grande. Strepitoso il solito Schiattarella: l'assist vincente per l'1-0 di Paulinho, avanti e indietro all'infinito sulla corsia destra, e poi una miriade di chiusure difensive che hanno dato ossigeno al Livorno nei minuti finali.

Micidiale Paulinho, due gol e un palo. Forse l'ultima qualità che gli mancava era (a volte) l'istinto del killer. Se trova anche quello… E adesso con 3 gol in 3 partite si troverà puntati addosso mille riflettori. Ringraziamo Aldo Spinelli che ha rinunciato ad andare alla cassa per tenersi il suo gioiello. E che ci ha preso Emeghara, zanzara fastidiosa per le difese: in due partite ha già messo insieme due gol e un assist.

E poi un 8 complessivo lo merita il reparto difensivo. Nicola è stato costretto a stravolgerlo nel finale per l'infortunio di Emerson e il calo di Mbaye, e per un allenatore non c'è cosa peggiore di dover cambiare in corsa una difesa imbattuta e che sta tenendo alla grande. L'ha ridisegnata con un trio inedito Valentini-Rinaudo-Coda, spostando Ceccherini esterno alto di sinistra.

Cambi i fattori, non cambia il risultato: il sogno di ogni allenatore. 2-0 al Catania e quinto posto in classifica: il sogno di ogni tifoso amaranto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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