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L’ALTRA PARTITA

Noi con Mascagni, loro con Bellini ma gliele abbiamo anche suonate

di Federico Buti
Noi con Mascagni, loro con Bellini ma gliele abbiamo anche suonate

di Federico Buti Cosa avranno mai in comune Livorno e Catania? Nulla direte voi. Grosso errore: un mucchio di cose importanti. Cominciando dal fatto di essere due belle città di sette lettere poste...

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di Federico Buti

Cosa avranno mai in comune Livorno e Catania? Nulla direte voi. Grosso errore: un mucchio di cose importanti. Cominciando dal fatto di essere due belle città di sette lettere poste su un mare ambiguo (noi fra Tirreno e Ligure, loro fra Ionio e Mediterraneo), entrambe vice-capoluogo di regione (in verità noi siamo recentemente scalati terzi, ma basterebbe portare qui due o tremila cinesi di Plato per ripristinare la giusta gerarchia); continuando con i 18 onorevoli campionati di serie A disputati sia qui che là, e concludendo con una possibile origine storica comune, misteriosa e probabilmente tamarra: 30 secoli fa loro erano un grosso villaggio sicano e più o meno nello stesso periodo certi gaìni, cuspidi e puntaroli trovati qui potrebbero appartenere a una (in)civiltà affine.

Il punto è che comunque tu la pigli, loro sono meglio di noi o almeno uguali. Catania è più grande, c’ha l’aeroporto, il gran vulcano Mungibeddu e un’antica università, ha un bellissimo castello restaurato e aperto mentre noi abbiamo due bellissime fortezze chiuse che vanno via a fette; se bussi con Mascagni loro rispondono con Bellini e se gli fai annusare il cacciucco ti scoperchiano il cugnetto che sarebbe il tegame di coccio dove cucinano meraviglie marinare. Perfino sui comici e sui guitti dove noi siamo fortissimi loro possono rispondere adeguatamente, mettendo in campo Fiorello, Pippo Baudo e La Russa.

Allora oggi non c’è speranza? E’ un X2 fisso? Niente affatto. Perché 11 contro 11 gliele abbiamo quasi sempre date: l’ultima sconfitta con loro all’Ardenza non vi dico a quando risale ma vi basti sapere che si giocava col pallone marrone e io facevo la quinta elementare o al massimo la prima media, anche se purtroppo c’ero e me la rammento. Ricordi più recenti per gonfiare il petto e confortare la tradizione? Un 3-0 al mitico “Cibali” griffato Lucarelli & Protti e più tonante dell’Etna che ci spinse verso la storica promozione nell’anno di Mazzarri; oppure due 1-0 firmati Diamanti e (udite udite) Danilevicius con altrettanti eurogol. Ultimo conforto della statistica: sapete qual è l’ultima squadra contro la quale il Livorno ha giocato in serie A senza subire gol? Ma il Catania ovviamente, era il dicembre del 2009, 25 partite fa.

Perciò, in conclusione è una partita da tripla. E anche molto importante: tre punti oggi, più o meno altrettanti fra Genoa e Cagliari e piano piano sfondiamo: come dicono saggiamente a Catania “a stizza preccia a timpa”. E se volete sapere cosa vuol dire andatevelo a cercare sul libretto di proverbi di Berto Gianninò, oppure su Google.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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