Sicurezza
Da Longo a Vargas, c’è chi dice no
Le storie di chi ha rifiutato Livorno nonostante ci fosse l’accordo economico. Ma per molti si annuncia tanta panchina
LIVORNO. C’è una storica frase di Osvaldo Jaconi che recita: “Livorno è una piazza particolare, la gente non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa”. Ecco, quest’estate abbiamo trovato dei non campioni che neanche hanno sposato una causa.
Si tratta di giocatori che non hanno detto “no” a Livorno per un problema di soldi. Anzi, l’accordo era stato raggiunto (quindi la società amaranto non ha colpe) e nella loro attuale squadra non guadagnano un euro di più: hanno detto “no” a Livorno per scelta, perché da noi non volevano proprio giocare. Ce ne siamo fatti una ragione senza strapparci i capelli. Anzi, qualcuno di loro è bene che sia rimasto (o andato) dove preferiva.
Samuele Longo. Il promesso sposo ha tradito sull’altare. Inter e Livorno avevano trovato l’accordo sia per la formula del prestito che per la distribuzione dello stipendio, ma Longo (e il suo procuratore Contratto, ex Pisa...) hanno puntato subito i piedi. Anzi, hanno fatto ancora peggio. «Dateci ancora qualche giorno per riflettere», hanno ripetuto, trasformando i giorni in settimane. Intanto flirtavano col Verona, alle stesse cifre.
Alla fine ha vinto il giocatore, e ci ha fatto una pessima figura anche l’Inter che si è arresa alla volontà di un bimbo di 20 anni che deve ancora dimostrare tutto. Comunque: Longo in due partite ha giocato zero minuti, due volte è uscito Toni (il titolare) e due volte è entrato Cacia. Lui in panca e noi abbiamo preso Emeghara. Saluti.
Birkir Bjarnason. Questo gigante islandese è stato uno dei primi giocatori trattati dal Livorno. Era tutto fatto, strette di mano tra dirigenti del Livorno e del Pescara, poi lo squillo improvviso del procuratore di Birkir: «Il ragazzo non se la sente...». Non se la sente? A quanto pare voleva andare al Verona dove c’era il suo amicone Halfredsson, alla fine gli è andata anche meglio perchè è finito alla Sampdoria. Ma è andata decisamente meglio al Livorno che ha preso Biagianti.
Francesco Bolzoni. Un altro campione che ha detto no al Livorno ma in compenso, allo stesso stipendio, è andato a fare la Champions. Ah, no: è andato in serie B. Al Palermo, che ha fatto 1 punto in 2 partite. E si è pure infortunato subito, saltando le prime due partite: per lui lesione muscolare alla coscia.
Marco Donadel. Storia e trattativa strana. Il Livorno bussa alla porta del Napoli per El Kaddouri, il ds Bigon risponde «va bene ma prendete anche Donadel, una parte dello stipendio lo paghiamo noi». L’idea non dispiace, Donadel (stipendio da 1 milione netto) è giocatore che a Napoli si era un po’ perso tra panchina e infortuni, ma era considerato uno dei centrocampisti più interessanti in assoluto.
Ma prima ancora che la trattativa decolli, ecco che Donadel scuote la testa. «No grazie». E resta a Napoli. Anzi, alle 22.50 dell’ultimo giorno di mercato se ne va al Verona, con stipendio interamente pagato dal Napoli.
Juan Manuel Vargas. L’ultimo grande rifiuto è storia recente. Stipendio da 1,2 milioni di euro, Fiorentina (700mila) e Livorno (500mila) si accordano per dividersi l’ingaggio senza far rimettere niente al peruviano, ma Vargas dice no. «Sono convinto che posso riprendermi il posto da titolare nella Fiorentina». Aveva capito tutto, Vargas. Infatti il giorno dopo la Fiorentina consegna la lista dei 21 per la prossima Europa League, e il suo nome non c’è...
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