Il Tirreno

Livorno

La Lucchese si aggrappa a Tarantino

dall’inviato Luca Tronchetti
La Lucchese si aggrappa a Tarantino

Tre reti in 45’ per salvare i rossoneri dal primo ko stagionale contro il baby Atletico Montichiari che schierava sei under

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Undici anni dopo l’ultima recita finita con un pianto dirotto per una promozione in B sfumata sul filo di lana nella finale playoff con la Triestina (9 giugno 2002) Nazzareno Tarantino, 34 anni, torna ad indossare in una gara di campionato la maglia della sua As Lucchese Libertas e si regala e regala ai tifosi una splendida tripletta. Il meglio del suo repertorio: sinistro al volo in area, punizione liftata che va a togliere le ragnatele dal sette, conclusione di esterno dal limite che s’insacca tra palo e portiere. Tutto in 45’. Tre perle che tengono a galla i rossoneri opposti a una formazione volenterosa e ben disposta in campo, ma con solo due giocatori sopra i 23 anni (il centrale Ragnoli e il trequartista Sangiovanni). Finisce con un roboante 3-3, ma a recriminare maggiormente è l’Atletico Montichiari che a 3’ dal termine culla il sogno di abbattere la corazzata del campionato. Così la Lucchese evita il ko alla prima giornata (l’ultima volta risale al secolo scorso, 5 settembre 1999) e ritrova il suo giocatore simbolo, degno trait d’union tra presente e passato. Tradotto: Montichiari-Tarantino 3-3.

Luci e ombre. Al di là del solito refrain sul bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto (leggasi pareggio esterno) la Lucchese stecca nel suo punto forte: la difesa. Perché i rossoblù di casa tirano tre volte nello specchio della porta e centrano sempre il bersaglio. Meglio che al Luna Park. Vanno in vantaggio con una dormita collettiva (vero Angeli, Di Giusto ed Espeche) che consente un un diciassette neofita della D di arrivare sul fondo e mettere in mezzo per la girata solitaria in area di rigore di Bosio. Tornano a condurre - dopo il momentaneo pari di Tarantino - grazie a una mezza papera di Casapieri che si fa buggerare sul suo palo da una punizione tutt’altro che irresistibile da oltre 25 metri di Sangiovanni e mandano (momentaneamente) all’inferno gli ospiti con il solito Bosio, 21 anni (a vederlo per il Varese c’era l’ex rossonero Andreini) che riprende una deviazione di Casapieri su suo colpo di testa surclassando uno spaesato Di Giusto che pure a Montichiari ci aveva già giocato e vinto. E la Lucchese? Dottor Jeckyll e Mr Hyde. Decisa e ricca di personalità nei primi 25’ quando non fa uscire dalla propria trequarti i locali (ma abulica davanti per l’assenza di un vero uomo-gol). Timorosa, spaesata e sconclusionata dopo le reti subite.

Cambio di modulo. Nella ripresa Pagliuca cambia gli interpreti e con l’innesto risolutore di Tarantino e poi del debuttante Ghelardoni e di Chiarelli passa al 4-2-3-1 rischiando nel finale il clamoroso sorpasso. Morale? Lucchese-Tarantino dipendente conquista un punto che alla luce di quanto è accaduto in campo diventa importante, ma deve meditare sul futuro. Certi errori non sono ammissibili se si vuol pensare in grande.

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